Enrico Preziosi è pronto a fare un passo indietro nella sua holding di giocattoli e calcio. Il fondatore da quasi 40 anni della Giochi Preziosi e da oltre 10 proprietario della più antica squadra di calcio d’Italia, il Genoa Cricket and Football club, ma da tempo in difficoltà finanziarie, ha dichiarato di aver firmato una lettera d’intenti per far entrare nella sua cassaforte, la Fingiochi Spa, un nuovo investitore. Si tratta di Giovanni Calabrò, immobiliarista e uomo d’affari quarantenne che da anni è a capo della Calfin International Sa, società di Lugano (Svizzera) ma con sede fiscale in Lussemburgo.

Sono settimane che circolano voci di una possibile cessione del Genoa, il club rossoblu finito insieme ad altre squadre nella tagliola dello scandalo Infront. Tuttavia, da 24 ore le indiscrezioni hanno cominciato a indicare lo stesso Calabrò interessato non solo al calcio genoano ma anche agli altri asset di Preziosi. Ed ecco che l’imprenditore avellinese è dovuto uscire allo scoperto, dichiarando in un breve comunicato, di aver individuato di “comune accordo” con Calabrò “un percorso che prevede il rafforzamento patrimoniale del gruppo Fingiochi da parte di Calfin International“.

“I due gruppi – prosegue il comunicato – hanno concordato i principi fondamentali di tale operazione di rafforzamento patrimoniale in una lettera di intenti. L’operazione è soggetta a usuali condizioni quali il buon esito delle attività di due diligence e la definizione della documentazione contrattuale”. In altre parole, al momento nulla è ancora vincolante. Anche se le voci che arrivano da Genova danno l’accordo molto vicino. Secondo fonti, l’affare Genoa – al 75% di Preziosi e al 25% della Fondazione Genoa – passerebbe per la vendita di un 37% del club a Calabrò con l’impegno di farlo salire oltre la soglia del controllo. A Preziosi invece resterebbe la presidenza. L’accelerazione nel piano di dismissione, spiegano alcune fonti, sarebbe legata a doppio filo con l’incombenza del pagamento degli stipendi dei calciatori in scadenza a fine novembre. Intanto, voci dal capoluogo ligure indicano una possibile presentazione dell’accordo a Milano in calendario lunedì prossimo.

Ma si tratta soltanto d’indiscrezioni. Calabrò, che sarebbe assistito dallo studio Grimaldi, sarebbe intenzionato a risanare la Fingiochi e, quindi, a rilanciare gli asset giocattoli. La holding è reduce infatti da anni difficili dal punto di vista finanziario, tra ristrutturazioni di debiti con le banche, bilanci in rosso da anni e forti dubbi espressi dai revisori dei conti. Anche l’accordo chiuso con l’imprenditore cinese Michael Lee, storico socio di Preziosi, starebbe scricchiolando. Come noto il veicolo Ocean Gold Global ha rilevato la scorsa primavera il 49% della Giochi Preziosi in mano alle banche e all’ex socio Clessidra. Ad andare bene, si dice, invece, che sia la joint-venture con la Artsana (Chicco, Prénatal, Pic Solution, Lycia, Control) della famiglia Catelli per creare un nuovo gigante delle catene di giocattoli e prodotti per l’infanzia grazie all’unione tra Toys Center, Bimbo Store e Prenatal.