Fu la staffetta partigiana che portò, nascondendola sotto una giacca, la bandiera italiana medaglia d’oro al valor militare, consegnata dal governo italiano ai partigiani nel Nord Italia. Durante la Resistenza fu l’ufficiale di collegamento fra la sezione piemontese del Comitato di liberazione nazionale e le formazioni autonome del maggiore Enrico Martini, Mauri, comandante della divisione di partigiani più importante e attiva durante la Resistenza. E’ morta a 95 anni Lucia Boetto Testori, protagonista della lotta partigiana e una delle ultime testimoni viventi della battaglia contro il nazifascismo.

Lucia Testori fu anche insignita della medaglia di bronzo al valor militare con la motivazione di “donna fiera e coraggiosa, per tutta la durata del movimento di liberazione condivise i pericoli, i rischi ed i sacrifici della dura vita con le formazioni partigiane. Ricercata dalle Ss tedesche, non desisteva dalla lotta e fu staffetta instancabile, guida audace, confortatrice amorevole. Preziosi servizi furono da lei resi alla bella causa della libertà e con coraggio e abnegazione, modestia ed intelligenza assolse importantissime missioni, paga di compiere più del proprio dovere di donna italiana per la liberazione della Patria dall’odiato oppressore”.

Nata nel 1920 a Castelletto Stura, in provincia di Cuneo, partecipò alla Resistenza insieme al fidanzato Renato Testori che sposò un mese dopo la fine della guerra. Madre di due figlie, ex membro del consiglio dell‘Associazione volontari della libertà e del Comitato direttivo dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, si impegnò in diverse missioni per il trasporto e la consegna di documenti segreti e di armi, in particolare facendo da collegamento tra gruppi partigiani tra il Cuneese e Torino.