Armi in casa? Io ho solo una pistola da sempre. La mia, quella genuina. Le altre pistole manco le conosco, non so come funzionano. Io con la pistola mia vado avanti. Certo, da quando sono sposato la mia pistola è in pensione“. Con questo motteggio ironico il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, ospite negli studi de La Zanzara (Radio24), risponde scherzosamente a Giuseppe Cruciani che gli chiede se possiede armi in casa per autodifesa, in riferimento alla vicenda di Vaprio D’Adda. Il parlamentare, vittima di uno scherzo telefonico dell’imitatore Andro Merku nei panni di Silvio Berlusconi, non casca nel tranello, poi si esprime con toni critici sulle battute di Maurizio Crozza, che in una puntata di Dimartedì (La7) lo ha citato: “Forse il comico ha detto quelle cose su di me perché è un po’ invidioso del fatto che mi ha dato popolarità con la sua parodia. Sono diventato più famoso di lui. Forse sa di aver sbagliato a farmi conoscere alla gente. Ma alla fine lui è quello che ha indovinato meglio il mio personaggio, mi imita perfettamente, anche se molte volte mi fa fare la figura da scemo. Però deve far ridere, non è che può far piangere”. Razzi annuncia anche la sua “missione” in Svizzera in compagnia di Giuseppe Cruciani: un viaggio nelle terre elvetiche per conoscere la realtà della prostituzione locale. “Io non andrò affatto a prostitute” – assicura – “indicherò solo i luoghi a Giuseppe e lui entrerà, io sono una persona seria, sono famoso per questo. Poi terrò una lezione a Zurigo al liceo linguistico:faremo un incontro coi ragazzi e con gli italiani che vivono lì. Almeno imparano da me l’italiano. Ho fatto anche un’enciclopedia della letteratura italiana nella lingua di Razzi. Siccome la Svizzera è qui “a lato”, qua “vicine”, ci andiamo con la macchina mia“. La conversazione tra i conduttori, Cruciani e Parenzo, e il senatore indugia su argomenti vari e licenziosi, dal numero di volte in cui si cambiano gli indumenti intimi alla depilazione femminile (“Ai miei tempi era tutto foresta nera tra le donne”, commenta Razzi). Il parlamentare si esprime anche sulle adozioni gay, riguardo alle quali è scettico: “Sono d’accordo se due persone gay adottano un ragazzo di 12-13 anni abbandonato in mezzo a una strada o magari tossicodipendente. Ma se vogliono adottare un bambino di 12 mesi o di 3 anni, non concordo, perché non si può dare un’educazione a un bimbo così piccolo. Un ragazzo grande sa già riconoscere due gay o due lesbiche. Ma se è un bambino, non lo sa e può venire preso in giro a scuola”. E fa un esempio: “Magari c’è un compagno di scuola che a quel bambino chiede: “Mi fai vedere tua mamma?”. E t’arriva nu papà. Poi gli domanda: “Fai venire tuo papà?”. E arriva il papà vero