Lo scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez diventa una questione di Stato. Con il governo iberico che disarciona il Dottore a colpi di tweet e Matteo Renzi che invece gli telefona dalla missione in Sudamerica. “Nello sport come nella politica non vale tutto. Il nostro appoggio va a Marc Marquez”, ha cinguettato il premier spagnolo Mariano Rajoy prima di aggiungere una serie di hashtag di giubilo nei confronti di Pedrosa e della sportività. Meno istituzionali, ma più aggressivi i giornali. Il duello rusticano con Marquez che con ogni probabilità finirà per decidere il motomondiale campeggia sulle prime pagine anche dei quotidiani generalisti iberici. E la ragione, ça va sans dire, è tutta per i piloti di casa. Il più scatenato è Marca, che dedica quasi tutta la prima allo scontro tra il Dottore e il campione del mondo in carica. Al titolo “Cade un idolo” si accompagna un “Vergognoso: Rossi scalcia Marquez” e la famosa foto dei due incorniciata e caduta per terra. All’interno ci sono due pagine interamente dedicate alle carenate, agli appoggi di Marc e alle risposte ‘fisiche’ di Valentino. A senso unico. Cioè in favore del pilota di Cervera. Per As, altro giornale sportivo spagnolo, il #SepagnClash vale il soppalco: “Rossi scalcia Marquez” con l’azione dell’italiano che viene anche qui definita “vergognosa”.

La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere: in serata fonti del governo hanno fatto sapere che Renzi, oggi a Lima nell’ambito della missione istituzionale in Sudamerica, ha chiamato Rossi. Cosa si siano detti non è dato saperlo, ma tanto basta per far parlare di una sfida diplomatica Roma-Madrid in nome del MotoGp.

Va detto che il pilota di Tavullia è (era) “venerato” anche in Spagna, dove Valentino è sempre stato molto apprezzato anche più di altri iberici che hanno scritto pagine importanti in MotoGp. Ecco perché il gesto di domenica, visto anche il coinvolgimento diretto e indiretto di Marquez e Lorenzo, assume una rilevanza importante. Tanto da sfondare anche sui grandi quotidiani generalisti. El Pais boccia definitivamente la figura di Rossi affermando che “dà un calcio alla sua leggenda”, mentre per El Mundo si sarebbe dedicato a “un gioco sporco che macchia la gloriosa carriera”.

Sfogliando i giornali non si leggono righe più tenere: “L’italiano macchia la sua leggenda e riceve una punizione ridicola: potrebbe così laurearsi campione a Valencia, dove partirà ultimo”, scrive Marca il cui titolo interno – a doppia pagina – è “Un calcione al motociclismo”. El Mundo sceglie l’aggettivo italiano “maligno” per descrivere il gesto di Rossi che “ha messo in pericolo l’integrità fisica dello spagnolo”. Un gesto che, per i giornalisti di El Mundo, “nemmeno per un Mondiale vale la pena” di commettere. El Pais, almeno, sottolinea come sia stato Marquez a “innervosire il rivale” ma resta comunque “Rossi dà un calcio a Mondiale” a specificare chi ha perso e cosa. E sull’edizione online, a ventiquattr’ore di distanza, vengono evidenziati i tre momenti in cui a “Rossi sono saltati i nervi”. Sono una carrellata di affondi i commenti di As: per i notisti del quotidiano “Rossi porta vergogna alle moto”, “Rossi non deve correre a Valencia” e “Valentino non può dormire tranquillo dopo ciò che è successo”.

Gli attacchi al Dottore sono proseguiti anche oggi sui canali social ufficiali dei media. Vengono ripresi molti degli articoli che lo riguardano e che inquadrano la battaglia di Malesia all’interno di grandi scorrettezze dei tempi passati. Ecco quindi rispuntare il video del morso di Mike Tyson all’orecchio di Evander Holyfield e la testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi nella finale mondiale di Berlino 2006. Proprio come Zizou rischia di uscire di scena Valentino: sfilando accanto al trofeo più atteso a testa bassa. Ammesso che decida di correre a Valencia.

(ha collaborato Francesco Berlucchi)