“Anch’io sono un marziano”. E’ questo uno degli slogan della manifestazione pro-marino di stamane in Campidoglio. “Sono un marziano perché non capisco più il mio partito, il Pd di cui ho la tessera”, dicono in tanti. “Voglio vedere i consiglieri comunali da me eletti votare la sfiducia a Marino insieme a quelli della destra, almeno capiamo il perché di questa vicenda indecente, dimissioni imposte in maniera autoritaria contro la volontà popolare”, afferma il promotore della pagina su Facebook a sostegno del sindaco. “Il Pd è in caduta libera, il commissariamento ha peggiorato la situazione, io non ho rinnovato la tessera e con me molti altri: da 15mila iscritti oggi Roma ne conta 3mila”, ci racconta un militante democratico. “Hanno trattato Marino peggio di Totò Riina, mentre il verdiniano-berlusconiano Renzi distrugge in meno di un anno e mezzo il centro-sinistra dall’interno”, afferma un altro. “Questa persone sono nostri elettori e non capiscono i motivi di una scelta non discussa con la base”, sostiene Marco Miccoli, deputato Pd ed esponente del partito romano. Nel giorno del Marino-day, insomma, va in scena anche la rivolta della base contro il Pd nazionale  di Irene Buscemi