Il video, mandato in onda dall’emittente NBC News, mostrerebbe l’incursione Usa in una postazione dell’Isis nei pressi della città irachena di Hawija, zona ricca di petrolio nel nordest del Paese. Il blitz è stato eseguito giovedì 22 ottobre 2015 dopo la richiesta del governo curdo e la ricezione di informazioni su “una imminente esecuzione di massa“.”Gli ostaggi dovevano essere giustiziati giovedì, dopo le preghiere”, avevano rivelato fonti irachene, aggiungendo anche che la fossa per seppellirli era già stata scavata. Nel blitz sono state liberate 69 persone tenute in ostaggio dagli jihadisti. Durante l’operazione è morto un soldato americano, il sergente maggiore Joshua Wheeler, 39 anni di Roland, Oklahoma. Wheeler è il primo soldato Usa morto dall’inizio della campagna intrapresa dalla coalizione internazionale contro lo Stato Islamico in Iraq e Siria, e la prima dopo il ritiro dei marines da Baghdad voluto da Obama nel 2011. L’operazione, si legge in un resoconto (rapporto McClatchy), mirava non solo a liberare prigionieri, ma anche a raccogliere informazioni da ex funzionari del partito Baath di Saddam Hussein che si ritenevano essere tra gli ostaggi. Nessun curdo tra i prigionieri, contrariamente a quanto era stato ipotizzato. Nel blitz sono morti anche diversi miliziani e altri 5 sono stati catturati, oltre al recupero di quello che il ministero della Difesa ha definito “un tesoro di preziose informazioni sull’organizzazione terroristica”. Le forze speciali Usa sono intervenute a supporto dei peshmerga e del Kurdistan iracheno, sbarcando da elicotteri, mentre raid aerei hanno bersagliato le vie di comunicazione per impedire l’afflusso di rinforzi. La Casa Bianca ha definito la missione un “successo” e un esempio della “collaborazione tra le forze di coalizione a guida Usa e i peshmerga che lottano contro i jihadisti nel Paese”