Hanno attraversato il deserto, la Libia e dopo essersi imbarcati su un barcone stracolmo di speranza sono approdati a Lampedusa, oggi corrono, pressano, dribblano e segnano felici su un campo di calcio. E’ la prima squadra composta da quindici minori rifugiati, accolti tramite il progetto Sprar e ospitati a Villa Augusta, in localita Valgattara, frazione di Monghidoro in provincia di Bologna. “Grazie al comune di Monghidoro e di San Benedetto Val di Sambro siamo riusciti a iscrivere questi profughi in un torneo ufficiale di calcio a 7 dell’Uisp di Bologna”, spiega soddisfatto Giuseppe Taglioli, presidente dell’A.S.D. San Benedetto Val di Sambro, società che milita in Prima categoria. “Abbiamo deciso di fornire a questi ragazzi i tesserini, le iscrizioni, le magliette e tutto il materiale sportivo perché crediamo che grazie al gioco del calcio possano sentirsi più uniti e lasciare alle spalle la loro tragica esperienza”. I ragazzi provengono dalla Nigeria, dal Gambia, dal Sudan, dal Ghana e dal Burkina Faso. “Sono in Italia da appena sei mesi”, rivela Anna Viola Toller, operatrice della Cooperativa Camelot che ha preso in carico i giovani profughi. “Ognuno di loro potrebbe raccontare un mondo fatto di sacrifici, di difficoltà e di guerra”. La prima gara del torneo è terminata con una sconfitta per 4 a 1 contro una squadra bolognese, ma la delusione lascia presto posto ai sorrisi, come racconta un sedicenne proveniente dal Gambia: “Sono davvero felice di essere in Italia, siamo in buone condizioni, andiamo a scuola e ogni tanto giochiamo a calcio”. E come tutti i giovani della sua età, anche lui sogna un futuro da calciatore, ma in Premier League: “Vorrei giocare nell’Arsenal” di Valerio Lo Muzio