G.L.B., eurodeputato della Lega al quale non vogliamo fare pubblicità, ha pensato bene di estrarre una pistola mentre era ospite di una diretta Sky. Bontà sua ha subito precisato che l’arma era priva del caricatore, aggiungendo che comunque sarebbe meglio riempire i cimiteri con i corpi dei delinquenti. Peraltro si tratta dello stesso signore che vorrebbe assegnare un bonus a chi compra armi e recintare le case con filo spinato elettrificato per impedire, a profughi e migranti, di avvicinarsi.

La sua esibizione ha suscitato in noi alcuni interrogativi. Se lo scrittore Erri De Luca è stato processato per istigazione a delinquere per aver espresso le sue opinioni sull’eventuale boicottaggio dei lavori della Torino Lione, quale ipotesi di reato sarà mai contestata a chi si è presentato con la pistola in tv? Un parlamentare ha più o meno doveri di un cittadino quando si esibisce davanti alla platea televisiva? La raccolta del consenso si può spingere sino all’inquinamento dei pozzi che alimentano la civile convivenza?

Non si tratta di censurare qualcuno, ma di non eccitare i peggiori istinti che albergano in ciascuno di noi. Chi chiama in tv determinati personaggi sa benissimo cosa attendersi, anzi li chiama proprio per questa ragione: “Perché fanno spettacolo, alzano gli ascolti..”.

Un amico che lavora alla Rai, ad ogni esibizione dell’urlatore di turno, mostra tronfio le rilevazioni degli ascolti che segnano, quasi sempre, una impennata in coincidenza con la rissa, l’urlo, la bestemmia, la pistola di turno. Magari da una delle prossime intercettazioni potremmo scoprire che, oltre al tariffario per i finti testimoni, esiste anche un tariffario per i bestemmiatori e per i disturbatori in servizio permanente effettivo.

Se proprio alcune trasmissioni non possono fare a meno di costoro perché non li utilizzano per le previsioni del tempo, per i talent oppure non li inviano in qualche isola dei “disgustosi”, magari con il solo biglietto d’andata?

Quello che non si dovrebbe mai fare, per libera scelta e non certo per imposizione esterna, è continuare ad invitare i G.L.P. di turno a discettare di muri, razzismo, legittima difesa, consentendo loro di alimentare le paure e di buttare taniche di benzina sul fuoco dell’odio, sdoganando i peggiori livori. Le stesse identiche posizioni possono essere espresse da donne e uomini capaci di argomentare in ben altro modo e di dare rappresentazione politica e sociale ai malesseri che pure travagliano la comunità nazionale e che non possono e non debbono essere cancellate dai media.

Chi oggi finge di meravigliarsi per le “sparate”, per ora ancora a salve, di G.L.P., ci ricorda quel vecchio colpo e della Tv che invitava insieme la Mussolini e Sgarbi e, poi, mani sui fianchi, fingeva stupore per la rissa e per il linguaggio scurrile, che erano poi le vere ragioni per le quali erano stati invitati. Ben vengano i dibattiti sulla “legittima difesa” e le diversità di opinioni, ma prima di far entrare gli ospiti in studio (o fare dei collegamenti) sia resa almeno obbligatoria una perquisizione per individuare armi proprie ed improprie, con conseguente espulsione dei portatori insani di pistole cariche o scariche che siano…