“Dopo la diffusione mediatica della denuncia della moglie di Bozzoli non ritengo di restare all’interno di un sistema che non riesce neppure a salvaguardare la riservatezza di informazioni delicatissime, rischiando di compromettere gravemente anche lo svolgimento delle indagini”. Con queste parole l’avvocato Patrizia Scalvi ha rinunciato all’incarico di rappresentare la famiglia di Mario Bozzoli, il proprietario della fonderia di famiglia scomparso a Marcheno da 16 giorni.

È stato lo stesso legale a decidere di interrompere il rapporto dopo la pubblicazione del verbale in cui la moglie, la mattina del 9 ottobre, denuncia ai carabinieri la scomparsa del marito. “I processi diventano ormai processi mediatici e la fuga di notizie, atto deplorevole e incosciente, non mira sicuramente all’accertamento della verità. Sono ben lieta di non condividere i sistemi di questa natura e di battermi per moralizzarli”, ha aggiunto.

Nella denuncia, la signora Irene Zubani ha raccontato ai carabinieri che fra il marito e l’altro titolare della ditta, il fratello Adelio, i rapporti erano difficili (una ricostruzione che Adelio Bozzoli ha però smentito). “Negli ultimi mesi la situazione era diventata molto tesa. Infatti a causa del cambio generazionale ai vertici dell’azienda si erano creati screzi con la famiglia del fratello e addirittura mi diceva di avere paura per i propri figli”, ha spiegato la donna che ai militari ha raccontato un particolare inquietante: nelle stesse ore in cui Bozzoli svaniva nel nulla, nel locale dei forni ci fu una fumata anomala.