Una risoluzione per ampliare il numero delle vaccinazioni gratuite a diverse patologie ad alta pericolosità (ad esempio il meningococco B), per aumentare le iniziative con lo scopo di “informare le famiglie sulla necessità delle vaccinazioni”, ma anche per regolamentare gli interventi nei confronti di mamme e papà inadempienti. Dopo il caso di una bambina di 28 giorni morta a Bologna di pertosse e le polemiche sui dati del ministero della Sanità che definiscono la copertura vaccinale in Italia “al limite della soglia di sicurezza”, la Regione Emilia Romagna ha deciso di approvare un provvedimento che introduce norme più stringenti nei confronti dei genitori decisi a non far vaccinare i propri figli, i cosiddetti “obiettori di coscienza”. Si tratta di una dichiarazione di intenti che anticipa l’approvazione del Piano nazionale vaccini, che la Conferenza Stato Regioni per questioni di budget ha rimandato al prossimo 5 novembre, perché, spiega la prima firmataria e consigliera regionale Lia Montalti, “ci sembrava importante confrontarci in Assemblea Legislativa ed esprimere una posizione rispetto a quelli che sono gli ambiti di competenza della Regione sul tema dei vaccini”.

L’ex governatore Vasco Errani nel 2013 aveva abolito la segnalazione obbligatoria alla Procura dei genitori obiettori, e la nuova risoluzione mira anche a superare quanto deciso dalla vecchia giunta regionale. Il testo è stato approvato in Aula con il voto favorevole di Pd, Lega Nord, Sel e Altra Emilia Romagna. Astenuti invece Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Movimento 5 Stelle. “Non abbiamo votato”, ha detto la consigliera regionale M5S Raffaella Sensoli, “non perché neghiamo l’utilità dei vaccini, ma perché vogliamo che le persone siano informate correttamente, sia sui vantaggi che sugli eventuali rischi. La risoluzione invece, punta tutto su un principio che per noi non può essere accettabile, ovvero quello della coercizione, facendo oltretutto confusione tra vaccini obbligatori e raccomandati”.

A illustrare il testo all’assemblea legislativa è stata Montalti: “La soglia del 95 per cento di copertura vaccinale”, ha spiegato, “è indicata dal ministero della Sanità come il limite ottimale per contrastare una nuova diffusione delle malattie. Al contrario, tra il 2013 e il 2014, in Emilia Romagna si è abbassata la percentuale per alcune patologie: antipoliomielite dal 96,1% al 94,8%, difterite dal 96% al 94,7%,pertosse dal 95,8% al 94,4%, epatite B dal 95,8% al 94,5%. Purtroppo assistiamo a una pericolosa disinformazione e anche questo contribuisce alla crescita di un movimento contro le vaccinazioni: in Emilia Romagna i genitori obiettori sono cresciuti dall’1,5% nel 2012 al 3,1% nel 2014”.

Proprio ai genitori obiettori di coscienza, quindi, sarà rivolta “un’adeguata campagna di informazione – ha continuato Montalti – perché le vaccinazioni non si limitano a proteggere i singoli, ma costituiscono un esempio di protezione per l’intera comunità, sono un gesto di grande responsabilità sociale. Il più alto numero di bambini vaccinati, infatti, costituisce una barriera che ostacola la circolazione dei microbi, tutelando anche chi non è vaccinato”. Un messaggio che la Regione ha rivolto sia a mamme e papà, sia ai pediatri: “Non ci può essere obiezione di coscienza su questi argomenti – ha spiegato il capogruppo Pd Stefano Caliandro – un uomo di scienza si confronta con la scienza”.

Una posizione, quella espressa dalla delibera, che però in Aula ha sollevato più di qualche critica. “Non si possono minacciare i pediatri di sanzioni”, ha detto la grillina Sansoli, “né si può obbligare le famiglie a effettuare vaccinazioni raccomandate e non obbligatorie. I vaccini obbligatori per legge sono e restano importanti e necessari, ma non vogliamo nemmeno che si corra il rischio di abusarne. Specialmente se dietro questa possibilità di abuso si nasconde un giro d’affari di milioni di euro”.

Posizione alla quale il governatore Pd della Regione, Stefano Bonaccini, ha risposto con un tweet, definendo “imbarazzante l’ambiguità del Movimento 5 Stelle”. Ma contro la linea della Regione ci sono anche Forza Italia e Fdi: “Sui vaccini non obbligatori bisogna dare un consenso informato a 360 gradi, anche sulle conseguenze dei vaccini”, ha sottolineato il consigliere forzista Enrico Aimi. Che parlando di controlli sulle mancate vaccinazioni ha chiamato in causa anche i flussi migratori: “Centinaia di migliaia di immigrati irregolari che sfuggono alle vaccinazioni obbligatorie. Ci sono persone che sono vere e proprie bombe batteriologiche”.