Il giorno dopo l’incontro al Cremlino con cui ha conferito il rango di interlocutore politico a Bashar Al Assad, Vladimir Putin si schiera ancora una volta apertamente al fianco del presidente siriano. Damasco deve cominciare a stabilire contatti con le forze di opposizione che sono pronte per il dialogo, ha detto in diretta tv il presidente russo al forum di discussione di Valdai a Sochi, aggiungendo che Assad è “pronto per questo dialogo”. L’operazione russa in Siria, ha detto ancora il presidente della Federazione russa, “è assolutamente legittima e mira solo a ristabilire la pace e ad effettuare colpi preventivi sui terroristi”.

Dall’altra parte del tavolo diplomatico, la posizione è diametralmente opposta: secondo John Kerry, l’ostacolo centrale sulla strada degli sforzi per realizzare un accordo nella guerra civile in Siria, è “un uomo di nome Assad, Bashar Assad”, ha detto oggi a Berlino il segretario di Stato americano. Frank-Walter Steinmeier ha affermato dal canto suo che “i russi hanno complicato” lo scenario con l’ingresso militare, “portando nuova sofferenza e movimento di profughi”. L’avvio di un processo politico dipenderà “dal fatto che Mosca e Washington trovino dei ponti”.