I piccoli borghi sono come corpi umani, e il loro cuore può essere riportato a nuova vita dalla musica. Questa similitudine ben si addice alla storia di Montecastelli Pisano, gomitolo concentrico di case radunate attorno ad una rocca-torre del Trecento che, grazie all’ispirazione di un chirurgo-liutaio tedesco, è diventato un vivace focolaio culturale che oggi attira musicisti da tutto il mondo.

Il borgo sorge in una delle zone più incantevoli della campagna toscana, al confine tra le province di Pisa, Siena e Livorno, e come tanti centri minori rischiava di essere decimato dal progressivo spopolamento. Quando il violino del dottor Philipp Bonhoeffer, cardiochirurgo pediatrico tra i più apprezzati in Europa oltre che grande amante della musica sin dall’infanzia, ha incontrato le mura di Montecastelli, si è creato un legame così intenso con la comunità da spingere il luminare a farsi personalmente carico della creazione di una sala da concerto, di un laboratorio di liuteria e del restauro di diverse opere architettoniche del posto.

L’amore per l’Italia non è una passione recente per Bonhoeffer: laureato all’Università di Milano, si è poi specializzato in cardiologia a Pavia. Anche l’interesse per Montecastelli è una fiamma antica: “Conosco la zona da circa 30 anni – racconta il chirurgo a FQ Magazine – Un mio zio aveva comprato un podere in zona dove, quando ero ancora studente, venivo in vacanza ogni tanto. Più tardi ho comprato questo podere da mio zio”.

Ben presto l’amicizia tra il chirurgo-violinista e gli abitanti si consolida grazie alla musica. “La dottoressa Nedda Grassi – racconta Bonhoeffer – aveva sentito di questo mio interesse e mi aveva chiesto di suonare ad alcuni concerti sul sagrato della chiesa, in esterna, ogni anno in agosto. Questi concerti sono divenuti sempre più popolari. Il sindaco ha poi chiesto che si facessero più esibizioni ma non c’era un luogo per farli. Il Comune e la parrocchia hanno poi deciso di darmi un comodato d’uso per l’ex chiesa della Compagnia della Misericordia, in cambio di un restauro, per costruire una sala da concerto”. Quest’auditorium, in cui si sono già esibiti il quartetto austriaco Hagen ed elementi della Filarmonica di Monaco, ha un concept molto comunitario. “È stata chiamata ‘la sala delle 99 sedie’. Questo perché abbiamo 99 sedie diverse, ben al contrario della monotonia delle sedie presenti nella gran parte delle sale da concerto. Sono state portate da chi ha amato e favorito il progetto. Molte sono arrivate dalla popolazione di Montecastelli, altre anche dal resto del mondo: Francia, America, Austria, Germania, Inghilterra”.

Ma c’è un’altra passione che il medico coltiva dall’infanzia parallelamente al suono degli archi, ed è quella della riparazione e costruzione di violini. Così ha installato a Montecastelli un suo laboratorio sperimentale: “La nostra liuteria è guidata dalla curiosità – spiega il medico – Siamo un gruppo di liutai e ci troviamo qui per discutere e realizzare le nostre nuove idee”.
Le iniziative messe in atto dal dottor Bonhoeffer a Montecastelli vanno tuttora avanti. “Il nostro progetto è ambizioso e vogliamo fare di più. Se tutti i nostri sogni si realizzano avremo al Poggio un progetto musicale-scientifico con masterclass, concerti di alto livello e convegni scientifici di qualità. Attualmente ci sono in corso grossi lavori di restauro dell’ex-castello di Montecastelli e della torre medievale”. Alla vista di una tale profusione d’impegno e di mezzi finanziari sorge spontanea la domanda: “Gli enti locali dove sono?”. A questa richiesta Bonhoeffer risponde con diplomazia: “Ho ricevuto poco sostegno economico da parte degli enti pubblici per il momento, ma un supporto morale importante dall’amministrazione comunale. Penso che la collaborazione si dovrà approfondire”. Nel frattempo, altri concerti sono in preparazione per novembre: trovare la strada verso Montecastelli è facile, basta seguire il suono del violino.