La formazione continua, soprattutto sul fronte della creazione e della diffusione musicale, è un’esigenza dettata dalla velocità con la quale si impongono nuovi strumenti e opportunità. Proprio per questo Medimex, il Salone dell’innovazione musicale in programma a Bari dal 29 al 31 ottobre, ha messo in campo un pacchetto molto ampio di workshop per offrire delle occasioni di approfondimento con i professionisti di diversi settori. Tra i numerosi momenti formativi, troveremo un corso sui software Ircam e l’improvvisazione assistita curato dal French Institute IRCAM, ben due workshop sugli usi di YouTube per il personal branding in campo musicale (Ask YouTube e YouTube for Artists), un incontro con EE Music sull’efficienza energetica nella produzione di eventi e persino corsi di calligrafia con affermati writers. FQ Magazine ha incontrato Chiara Santoro, YouTube Partnership Manager per la musica in Italia, per approfondire il ruolo svolto da YouTube a sostegno della promozione musicale.

Non è la prima volta che YouTube è presente a Medimex con dei workshop rivolti ad artisti ed operatori musicali. Come sarà strutturato il vostro intervento in questa edizione?
YouTube è una piattaforma in continua evoluzione, per questo nel corso degli anni abbiamo sempre pensato di proporre interventi diversi nel corso del Medimex. Quest’anno in particolare la nostra presentazione si focalizza su come gli artisti possano trarre il meglio dalle opportunità offerte da YouTube e come possono utilizzare nuove funzionalità disponibili, come ad esempio i YouTube Music Insights: un sistema di dati al servizio degli operatori di settore.

Che tipo d’interazione con il pubblico di YouTube suggerireste ad un artista, oltre al semplice videoclip?
Le attività che ogni artista realizza su YouTube sono parte integrante della strategia di promozione di un artista e di coinvolgimento della fan base. In questo senso, il semplice caricamento di un music video, se non accompagnato da attività continuative sul canale dell’artista o dell’etichetta e dalla gestione della community, può non essere sufficiente a sfruttare appieno le opportunità della piattaforma. Ne abbiamo la riprova verificando il successo di artisti o etichette che hanno dato costanza e continuità al loro lavoro sui propri canali YouTube: l’obiettivo del workshop è proprio questo!

Uno degli usi che ha reso popolare YouTube è stata la semplice riproduzione musicale. Come sta strutturando le sue mosse Google per far fronte alla concorrenza delle altre piattaforme di streaming?
YouTube è la video community più popolare al mondo, che permette a milioni di persone di scoprire, guardare e condividere video. Di conseguenza, anche il modo in cui la musica si fruisce su YouTube è distinto rispetto alle altre piattaforme: i nostri utenti non solo scoprono nuovi contenuti musicali, nuovi brani e nuovi artisti, ma contribuiscono a questo ecosistema diventando essi stessi creatori di contenuto, di nuove versioni degli stessi brani o degli stessi video. Il tutto in un contesto tecnologico capace di gestire tutto questo a vantaggio di case discografiche, publishers, artisti e dell’intera community. Pensiamo ad esempio al caso di “Happy”, il brano di Pharrell Williams: gli utenti di YouTube non si sono affatto limitati a guardare il video ufficiale dell’artista, ma hanno scelto di reinterpretarlo a loro modo, da città e paesi completamente distanti, amplificando il messaggio e la forza del brano a livello globale. Lo stesso Pharrell ha espresso la sua commozione per quanto accaduto su YouTube.

Negli accordi che YouTube stipula con le case discografiche, quanta parte dell’utile va alle label?
Si tratta di informazioni confidenziali tra le parti. Quello che però possiamo dire in generale è che negli ultimi 3 anni le revenues per i nostri partner sono cresciuti del 50% anno su anno.