Una cartella esattoriale da 29 milioni di euro rischia di far fallire il comune di Messina. L’Agenzia delle Entrate ha recapitato la cartella negli uffici della ragioneria martedì mattina. L’enorme debito verso lo Stato e altri creditori è di Messinambiente, la società di smaltimento di rifiuti della quale il Comune è il maggiore azionista. Se Palazzo Zanca dovesse effettivamente restituire una somma tale potrebbe fallire rendendo inutile il piano di riequilibrio del sindaco Renato Accorinti e dell’assessore al Bilancio Guido Signorino.

Messinambiente non è nuova a problemi finanziari. Nel febbraio 2014 la bocciatura del bilancio della partecipata aveva portato la Procura ad aprire un fascicolo per capire le ragioni del “buco” da 25 milioni di euro. C’erano stati due maxi sequestri nella sede e una richiesta di proroga delle indagini notificata all’ex commissario liquidatore Armando Di Maria, al direttore generale Antonino Miloro e ai funzionari Roberto Lisi e Filippo Marguccio, accompagnata da tre ipotesi di reato: truffa, peculato e falso ideologico.

A oggi, come riporta il Giornale di Sicilia, dal bilancio di Messinambiente emerge un disavanzo di sette milioni e mezzo di euro, soldi che non potranno essere inseriti nel piano di riequilibrio già preparato e inviato a Roma dal sindaco.