La Juventus per blindare la qualificazione e magari il primo posto del girone, la Roma per una partita che sa già tanto di ultima spiaggia. Il passo dal campionato alla Champions è breve due giorni, ma può cambiare situazioni e stati d’animo delle italiane. Così i bianconeri, 14esimi in Serie A e staccati nove punti dalla vetta, aspettano quasi con sollievo la sfida al Borussia Monchengladbach; mentre i giallorossi, secondi e favoriti per lo scudetto, al cospetto del Bayer Leverkusen si ritrovano di fronte allo spettro di un’eliminazione precoce che farebbe tanto male a tutto l’ambiente.

La terza giornata di Champions League è una sfida a quattro fra Italia e Germania, che potrebbe anche avere un certo valore per il ranking Uefa (dove siamo indietro di circa mille punti in questa stagione). Non contro il meglio del calcio tedesco, in realtà: il Leverkusen stenta ed è solo settimo in Bundesliga, il ‘Gladbach era addirittura ultimo dopo una partenza da incubo, e adesso sta risalendo (è decimo) con l’avvicendamento in panchina tra Favre e Schubert. Nulla a che vedere col Bayern Monaco, insomma. E probabilmente neppure col Borussia Dortmund, quest’anno “relegato” in Europa League. Eppure le italiane devono fare attenzione. Soprattutto la Roma, per precedenti e posta in palio.

I giallorossi non vincono in Germania da 15 anni (nel 2000, contro l’Amburgo). Stasera non possono permettersi di perdere: dopo il tonfo contro il Bate Borisov, un’altra sconfitta ridurrebbe al lumicino le possibilità di passaggio del turno. E il Bayer quest’anno ha già “giustiziato” l’altra romana: la Lazio, eliminata nei preliminari proprio alla BayArena. Stadio caldo, squadra veloce e aggressiva. Tutti fattori che la Roma ha già dimostrato di soffrire due settimane fa in Bielorussia. Un pareggio rimanderebbe il discorso al ritorno all’Olimpico, ma Garcia sa che giocare in difesa sarebbe un autogol per l’indole della sua formazione. Il tecnico francese ha i soliti dubbi di schieramento: il modulo (più 4-3-3 che 4-2-3-1), la posizione di De Rossi e Florenzi (difensore centrale il primo, centrocampista il secondo per le ultime indicazioni), la presenza di Dzeko (recuperato, ma destinato alla panchina). Sarà ancora attacco leggero, con il “pupillo” Gervinho confermato centravanti. Ma più che gli uomini, conterà l’atteggiamento. Se sarà quello del primo tempo contro il Bate, la Champions della Roma potrebbe anche finire in Germania.

Discorso diverso per la Juventus, che ha vinto le prime due sfide contro Manchester City e Siviglia e guida con autorità il Gruppo D a punteggio pieno. Sulla carta, il match casalingo di mercoledì contro il Borussia dovrebbe essere il più facile del girone. La scaramanzia, però, non è l’unico fattore che invita alla prudenza. Dopo il cambio di allenatore i tedeschi sembrano tornati la squadra rivelazione della scorsa stagione in Bundesliga: sono rapidi e sanno fare male in contropiede, soprattutto con il brasiliano Raffael.

Forse in questo momento sono anche più pericolosi del malmesso Siviglia che a Torino non ha fatto una gran figura. Mentre la Juve spesso si è inceppata nel proprio stadio quest’anno, davanti alle piccole. Ed è reduce da una sfida molto intensa, a livello fisico ed emotivo, contro l’Inter. Allegri dovrebbe confermare l’ossatura della formazione che ha pareggiato a San Siro, con l’unico dubbio sulla coppia d’attacco (ballottaggio a tre Morata-Dybala-Mandzukic per due maglie). Tre punti ipotecherebbero la qualificazione e sposterebbero l’asticella verso l’alto: il primo posto del girone vale anche un sorteggio da testa di serie per gli ottavi ed un cammino in discesa verso i quarti. E a quel punto per i campioni d’Italia che arrancano in Serie A ma dominano in Europa, la Champions potrebbe davvero diventare l’obiettivo stagionale.

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