Scienza

Vaccini, perché i genitori hanno paura?

Perché in questi giorni non si fa altro che parlare di vaccini? Credo tutto sia partito da una notizia di cronaca che ha riportato molte persone alla realtà: di malattie infettive si muore. Non è una novità e nemmeno qualcosa di incomprensibile: qualsiasi malattia infettiva, soprattutto nei soggetti più deboli, può avere conseguenze gravi, anche letali. Se per le malattie batteriche abbiamo scoperto un rimedio spesso decisivo (gli antibiotici), per quelle virali non abbiamo ancora cure a disposizione. Così non ci resta che prevenirle. Vi sono alcuni accorgimenti per farlo (usare mezzi di protezione, evitare le fonti di contagio, usare le buone norme igieniche) ma spesso queste non bastano, soprattutto quando le malattie in questione non sono “visibili” da subito. C’è stata un’altra scoperta rivoluzionaria e geniale: invece di curare la malattia quando presente e quando possibile, prepariamo il nostro corpo a combatterla e sconfiggerla con le sue stesse armi, gli anticorpi, stimolandoli. Questa scoperta si chiama vaccinazione. Si dice a ragione sia una delle più grandi scoperte dell’umanità, ha salvato e salva milioni di vite umane, ha ridato speranza a tantissimi bambini, ha reso le ultime generazioni sane. Cosa c’è di più vantaggioso di proteggere un bambino da decine di malattie infettive? Perché allora tanta polemica? Semplice: la mancata percezione del pericolo e la falsa informazione aggiungono ansie e paure in alcuni genitori (e l’ansia di noi genitori quando si parla dei figli diventa incontrollabile). Inspiegabile? No. Assolutamente comprensibile. Quando un genitore legge che i vaccini provocano effetti collaterali gravissimi e spaventosi ha paura. Quando legge che contengono addirittura il pericoloso mercurio anche. Quando sente che i vaccini provocano l’autismo trema, resta attonito e sceglie la fuga: davanti a questi pericoli “io non vaccino”.

C’è un problema:C’è un problema: i vaccini non contengono mercurio e da anni non contengono nemmeno il suo derivato etilmercurio che in ogni caso non aveva nulla a che vedere con il più noto metilmercurio (quello dei termometri), tossico e pericoloso, era un’altra molecola. I vaccini non causano autismo: questa ipotesi era stata diffusa in malafede da un ex medico che aveva falsificato i dati di uno studio. Nessuna persona (medico o meno), se in buonafede, può affermare che i vaccini causino spesso effetti collaterali gravi, non è vero e se è possibile che si verifichino reazioni allergiche (come per qualsiasi sostanza esistente al mondo), queste sono in numero nemmeno paragonabile agli effetti di una malattia. Perché di morbillo, difterite e pertosse si può morire, un’encefalite da morbillo rovina la vita, la meningite anche, la rosolia può causare danni gravi ad un feto e peggio ancora. Senza considerare che ci sono persone che non possono essere vaccinate per vari (e seri) motivi e quindi sono esposte doppiamente a questi pericoli. Dal punto di vista scientifico, medico e sociale è quindi del tutto illogico e pericoloso non vaccinare. Allora c’è un solo modo per spiegare ai genitori confusi perché circolano tante voci allarmistiche: spiegare perché sono bugie. Ci sono persone che per vari motivi mentono, cercano appoggio, fanno proselitismo e per ottenerlo devono diffondere paura e confusione, solo così attirano l’attenzione e fanno compiere ai genitori una scelta illogica e che va contro l’istinto di proteggere i figli. Chi si batte “contro i vaccini” è spesso incompetente, ignorante, molte volte guadagna da questa sua “posizione” perché se si discutesse su base scientifica la conclusione sarebbe una: vaccinare conviene e gli antivaccino sono nemici giurati dei nostri figli. I genitori che non vaccinano non hanno quasi mai colpa, sono semplicemente…genitori, mamme e papà confusi, che si lasciano sopraffare dalla paura e dall’ansia, che si lasciano condizionare e che non riflettono su un fatto semplicissimo: senza vaccino non si è protetti. La colpa quindi non è loro ma di chi li plagia, di chi li considera pecore da raccogliere per il suo gregge. Nel 1900, su mille nati negli Stati Uniti, 100 morivano entro il primo anno di vita. Oggi una morte per malattia infettiva diventa notizia di cronaca.

A cosa servirebbero allora gli obblighi vaccinali proposti in questi giorni o le sanzioni ai medici che sconsigliano le vaccinazioni di cui si è parlato? A molto poco. Se è vero che vaccinare tutti i bambini protegge la società e il singolo dalle malattie e che un medico che sconsiglia le vaccinazioni è con tutta evidenza un impreparato (mai pensare alla malafede quando la spiegazione più probabile è l’ignoranza), sono i genitori che devono ottenere informazioni oneste, ai genitori interessa fare il meglio che si possa per il proprio bambino. Serve informazione, trasparenza, operatori sanitari non solo preparati professionalmente ma anche alla comunicazione. Serve tempo per spiegare, raccontare, illustrare. Ai genitori consiglio di informarsi bene ma non su siti complottistici o da persone di dubbia preparazione, indagate, scoprirete quante bugie vi hanno detto fino ad oggi.

Quando ho vaccinato mio figlio ero assolutamente tranquillo di fare un gesto di amore e protezione per lui ma ho il vantaggio di conoscere l’argomento, di averlo studiato a fondo, di sapere che, se non esiste il rischio zero, la possibilità di esporlo a malattie e sofferenze era molto più alta di quella di un effetto collaterale, la salute di mio figlio la affido alla scienza, non alle parole sgrammaticate di un sito internet. Come può fare allora una mamma o un papà a capire che vaccinare è come un abbraccio protettivo dato al proprio bambino? Non credo servano gli opuscoli o le punizioni, serve tempo e volontà, da tutte le parti. Questa è la sfida sulla quale le autorità sanitarie devono riflettere, senza stupirsi quando una malattia infettiva uccide un piccolo essere umano.

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