Credo sia fondamentale ricordare il 18 ottobre come la Giornata Europea contro la tratta degli esseri umani. In più credo sia importante rammentare in quel giorno le tante vite di donne messe in pericolo, violentate, impoverite, dalla tratta destinata ad alimentare il mercato della prostituzione. Credo sia fondamentale, quindi, ribadire la decisa e ferma contrarietà a qualsiasi forma di legalizzazione della prostituzione o peggio ancora, a riconoscere quella ‘attività’ come un lavoro.

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Penso che sia importante ricordare che in Parlamento esiste un ddl a firma della senatrice del Partito democratico, Giuseppina Maturani, interamente dedicato a combattere il fenomeno della tratta e che a questo fine chiede al governo un maggior sforzo, in quanto a potenzialità da mettere in campo e a risorse economiche da destinare. Ecco, io preferisco concentrarmi su quel tipo di provvedimento, piuttosto che seguire il filone di riforma legislativa, di quanti vorrebbero cancellare la legge Merlin, che vieta nel nostro paese lo sfruttamento della prostituzione.

Ma come dicevo, per far decollare l’iniziativa della senatrice Maturani occorre, per prima cosa la buona volontà del governo e successivamente l’intenzione di assecondare l’ipotesi di stanziamento di nuovi fondi, prevista nel ddl stesso. Ci vogliono risorse, infatti, per predisporre le nostre strutture amministrative a prevenire i fenomeni della tratta di esseri umani e successivamente reprimerli. Ma ancora di più ci vogliono risorse per far funzionare tutta quella rete assistenzialistica che si rivolge alle persone (donne ma anche uomini) che a quella terribile forma di schiavitù decidono di ribellarsi. Che poi naturalmente vanno accolti, protetti e seguiti.

In Italia la politica deve cominciare ad essere meno preda della propaganda e più efficiente. Deve prendere decisioni nette, valutandone le conseguenze, ma che successivamente devono essere affrontate con coraggio, anche nel caso le stesse potessero risultare, a tutta prima, molto poco popolari ed anti-demagogiche. Fa demagogia, infatti, chi crede che legalizzando o trasformando in una professione dallo Stato e dal Fisco riconosciuta, la prostituzione la stessa, nei suoi aspetti più oscuri, criminali e urbanisticamente decadenti, possa venire meno. Ma la sottoscritta a questo miraggio non crede affatto.

Credo invece che la bussola possa essere data proprio dall’approvazione del provvedimento a firma Giuseppina Marturani, cosa che pensano molte altre donne. Si illudono i tanti politici e amministratori che stanno facendo approvare nelle città italiane iniziative che propongono la creazione di zone a luci rosse ove la pratica della prostituzione sarebbe consentita.

In questa giornata grido la mia contrarietà a tutto questo, ovvero alla nascita di aree franche dove il business del sesso possa essere messo in pratica, così come richiesto da diverse forze politiche, davvero poco sensibili ai problemi ed ai reali bisogni delle donne. Non è tollerabile che per arginare il fenomeno in strada e quindi per una mera questione di decoro urbano, decenni di lavoro fatto per liberarci dal giogo del mercimonio del sesso, vengano gettati alle ortiche. Per cui buon 18 ottobre a tutte e a tutti, contro la tratta e lo sfruttamento della prostituzione.