Tutto quello che avreste voluto sapere sullo squirting e non avete mai osato chidere. Se la comunità scientifica si interroga da tempo per spiegare i meccanismi di questo tipo di ‘eiaculazione femminile‘ (un team di ricercatori dell’ospedale Parly II di Le Chesnay, in Francia, ha pubblicato sul Journal of Sexual Medicine uno studio che dimostrerebbe l’esistenza di due diversi tipi di fluidi che possono essere emessi durante l’orgasmo femminile, uno dei quali contiene effettivamente tracce di enzimi caratteristici dell’eiaculazione), oggi l’argomento sembra interessare anche le donne: i video più cercati dalle italiane su Pornohub negli ultimi tre mesi hanno come parola chiave, appunto,”squirting”. E, a livello mondiale, le cose non sono molto diverse: i tre termini più ricercati dalle donne sono lesbian, threesome, squirt.

 

pornhubProprio dal dato italiano prende spunto Maria Elena Barnabi per provare a costruire, sulle pagine di Cosmopolitan, una sorta di “fenomenologia dello squirting”. La curiosità sembra essere il motore principale: molte sono le donne che non sanno esattamente cosa sia l’eiaculatio femminile né di cosa sia composto il “famigerato” liquido. “Chiariamo subito una cosa fondamentale: lo squirting non è urina – dice Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’università Tor Vergata di Roma, a Cosmopolitan – Questo eiaculato non contiene le sostanze tipiche dell’urina. Viene prodotto dal rene, stoccato nella vescica e viene espulso attraverso l’uretra. Quindi teoricamente è urina. Ma è così diluito da essere più simile all’acqua che all’urina”.

“Nelle pazienti che squirtano, abbiamo evidenziato una capacità velocissima da parte della vescica di riempirsi di liquido e di emetterlo al momento dell’orgasmo, prima che questo fluido venga concentrato e trasformato in urina dal rene – aggiunge Jannini su Cosmopolitan – È una specie di riflesso incondizionato, che viene innescato stimolando solo il clitoride, oppure, molto più frequentemente, la parte iniziale della vagina, nella parete anteriore, su cui è appoggiata la vescica. Una zona che una volta veniva chiamata punto G, e che ora viene denominata complesso clitoro-uretro-vaginale”.