M: “Ma si può riparare a questa cosa o no?”
S: “Eh, io gli ho chiesto a Giacomo di vederci perché appena scaduta siccome ci sono gli estremi per… per non fare niente, si per farla andare buca… perché sennò io gli ho detto…”
M: “Perché sennò escludiamo tutte le nostre associazioni”
S: “Esatto! Esatto!…”
A parlare sono l’attuale vicepresidente della Lombardia Mario Mantovani e il direttore della Asl Milano 1 Giorgio Scivoletto. La telefonata è una di quelle inserite nell’ordinanza che ha portato all’arresto di Mantovani con l’accusa di corruzione, concussione e turbativa d’asta e all’iscrizione tra gli indagati del D.G. della Asl per turbativa d’asta. Nell’intercettazione effettuata nel marzo 2014, i due parlano della gara d’appalto per il ‘trasporto dei pazienti dializzati‘. E secondo la magistratura si adoperano per mandare tutto a monte (“farla andare buca”), così da favorire ad alcune realtà di volontariato escluse per mancanza di requisiti. Realtà “nell’area di interesse di Mantovani e dell’assessore regionale all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia (indagato), che secondo gli inquirenti avrebbe attivato l’assessore alla Sanità lombarda Mantovani per intervenire sul D.G. Scivoletto. “La gara? Siamo arrivati terzi, quindi l’abbiamo vinta”, raccontano oggi quelli dell’associazione Sos Novate Onlus. “Poi, a un giorno dalla chiusura del bando ci hanno comunicato che la gara era stata annullata. Hanno utilizzato un cavillo e hanno mandato tutto a monte”. Si dichiarano delusi, i volontari della Sos Novate, e annunciano, insieme ad altre associazioni danneggiate, di essere pronti a portare in tribunale la Regione guidata da Roberto Maroni, che nei giorni scorsi ha assicurato: “La Regione non c’entra”. Ma non è tutto, oltre al danno per chi racconta di aver sostenuto investimenti per prepararsi a gestire il trasporto dei malati, c’è un’amarezza più profonda: “Ciò che fa male – dice uno di loro – è che oggi i dializzati che trasportiamo ci guardano in modo strano, sembra si domandino se siamo lì per approfittare anche noi della loro condizione. E questo a noi che facciamo tutto questo gratuitamente, fa male”