Cocaina che parte dal Costa Rica in direzione Stati Uniti e Calabria. Otto arresti sono stati eseguiti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Reato aggravato dalla transnazionalità e dalle modalità mafiose. È scattata nel pomeriggio del 14 ottobre (ora italiana) l’operazione “Columbus 2”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha smantellato un intero cartello di narcotrafficanti del Costa Rica da cui si riforniva la ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.

Le misure cautelari sono state eseguite tutte nel Centro America. Al blitz hanno partecipato gli agenti della squadra mobile di Reggio, del Servizio Centrale Operativo di Roma e dell’Interpool che, in un anno e mezzo di indagine, hanno sequestrato alcune tonnellate di cocaina a dimostrazione di come la ‘ndrangheta sia ormai da anni la prima criminalità organizzata al mondo nel traffico di droga.

L”operazione di oggi è la prosecuzione dell’inchiesta “Columbus”, coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho, dall’aggiunto Nicola Gratteri e dai sostituti Paolo Sirleo e Simona Ferraiuolo. Un’indagine che, nel maggio scorso, ha portato all’arresto di 15 persone legate alle cosche gravitanti attorno al porto di Gioia Tauro, come la famiglia mafiosa degli Alvaro.

All’appello della Procura Distrettuale mancavano i referenti dei clan calabresi in Costa Rica, il cartello dei narcos di Alajuela, guidato dal boss della coca Arnoldo de Jesus Guzman Rojas. Con lui sono stati arrestati anche i suoi luogotenenti. In mattinata, i dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che è stata convocata nei locali della questura di Reggio Calabria.

Su richiesta dei pm, il giudice per le indagini preliminari Barbara Bennato ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare per Gregorio Gigliotti, il titolare di “Cucino a modo mio”, una pizzeria del Queen. L’imprenditore, originario della provincia di Catanzaro, è da quattro mesi detenuto a New York assieme alla moglie e al figlio, tutti interni all’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Il sistema ruotava attorno a Gigliotti. Era lui, in sostanza, il broker che consentiva alla ‘ndrangheta di reperire sempre nuovi canali di rifornimento dello stupefacente. Attraverso una società di import-export, infatti, Gigliotti faceva arrivare la cocaina nascosta sotto i carichi di frutta provenienti dal Costa Rica. Ecco quindi che container pieni di banane, in realtà, trasportavano tonnellate di polvere bianca che dal paese del Centro America raggiungeva gli Stati Uniti per poi arrivare in Europa e in Italia. Non solo ‘ndrangheta ma anche Cosa Nostra aveva rapporti con Gigliotti: l’imprenditore era in contatto con gli esponenti della principali famiglie mafiose siciliane da decenni residenti a New York come i Gambino, i Lucchese e i Genovese.

Alle indagini hanno collaborato anche l’Fbi e la polizia del Costa Rica che ha eseguito altri due arresti su disposizione dell’autorità giudiziaria locale.