L’uomo ritenuto esponente di spicco della ‘ndrina Fiaré-Razionale di Vibo Valentia, legata alla potente cosca dei Mancuso, reinvestiva capitali illeciti a Roma. E’ questa l’accusa dei giudici di Vibo Valentia che mercoledì 14 ottobre hanno dato mandato agli uomini della Dia di confiscare beni per un un valore di 5 milioni di euro a Saverio Razionale, 54 anni, che dopo una condanna per mafia si è trasferito nella capitale, dove è riuscito – questa la ricostruzione degli investigatori – a infiltrarsi nei lavori per i Mondiali di nuoto del 2009.

Il provvedimento di confisca, eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Roma in collaborazione con il sezione operativa di Catanzaro, è stato emesso il Tribunale Sezione Misure di prevenzione di Vibo in seguito al sequestro disposto nel 2014 nei confronti di Razionale il quale, dopo una condanna per mafia, si è trasferito nella capitale. A Roma, quindi, secondo gli inquirenti si è dedicato al reinvestimento di capitali illeciti. Stando alle risultanze investigative della Dia, infatti, Saverio Razionale è considerato un personaggio di elevato spessore criminale e ritenuto un referente strategico per tutte le attività dell’organizzazione. Le indagini hanno consentito alla Dda di Catanzaro di acquisire gravi indizi a suo carico. Stando alla ricostruzione degli investigatori, l’esponente dei Fiaré-Razionale gestiva alcune società romane del settore, edilizio operanti – scrive la Dia – “nel campo degli appalti, anche pubblici, intestate fittiziamente a prestanome compiacenti”.

Tutti calabresi ma domiciliati a Roma. Tra le società confiscate anche la “Roma Service Srl” e la “ Edil Consul Service Srl” attraverso le quali Saverio Razionale (attualmente detenuto) era riuscito a infiltrarsi addirittura negli appalti per i Mondiali di nuoto, già travolti dallo scandalo sulla inadeguatezza delle strutture realizzate per l’evento sportivo.

Le due società di Razionale, in sostanza, somministravano manodopora alle società “pulite” che avevano vinto l’appalto per i lavori dei Mondiali di nuoto. Un’accordo che non figurava nelle procedure di gara perché avvenuto durante la fase esecutiva. Di fatto, una sorta di subappalto che consentiva a Razionale di infiltrarsi nei lavori pubblici con le sue società utilizzando, tra l’altro, lavoratori sottopagati, senza diritto alle ferie e ai quali non versavano neanche i contributi previdenziali.

“Roma Service Srl” ed “Edil Consul Srl”, inoltre, avevano avuto rapporti anche con la società “Lico Santo Srl” (di proprietà del presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia) che, per un periodo, è stata sotto amministrazione controllata fino a quando il Tribunale non ha revocato il provvedimento una volta “ripulita” la società dai presunti legami con le cosche. In sostanza, secondo gli inquirenti, nel ciclo lavorativo della “Lico Santo Srl” erano stati impiegati operai non in regola con la normativa vigente, forniti dalle due Srl di Razionale, in modo da risparmiare notevoli costi del personale.

Tornando alla confisca eseguita, il Tribunale di Vibo Valentia ha inflitto la misura di prevenzione personale della Sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno della durata di tre anni. Misura che Saverio Razionale dovrà rispettare quando uscirà dal carcere. Tra i beni confiscati ci sono, infine, anche autovetture, numeri conti correnti bancari e diversi immobili tra cui un complesso turistico di Briatico, in provincia di Vibo.