Il disegno di legge sulle Unioni civili è arrivato in Senato e come prima accoglienza è mancato il numero legale. Nonostante nei giorni scorsi fossero state tante le pressioni per incardinare il testo prima della legge di stabilità, al momento di iniziare la discussione non c’erano abbastanza parlamentari presenti. La seduta è stata quindi sospesa per alcuni minuti dopo che il senatore di Ap Carlo Giovanardi ha chiesto la verifica dei presenti.

Il ddl continua a far discutere e non convince molti dei componenti della maggioranza. Contrario il partito di Angelino Alfano, ma anche alcuni dei senatori democratici cattolici. Diversa la posizione di Forza Italia: alcuni si dicono a favore, altri invece ribadiscono che resteranno all’opposizione anche su questo provvedimento. Il punto più delicato resta quello delle adozioni per le coppie omosessuali su cui Ncd e Fi non intendono accettare compromessi. Il leader del Carroccio Matteo Salvini intervistato su Canale 5 ha detto: “Quando anche solo lontanamente si parla di adozioni gay io faccio le barricate”. I 5 Stelle potrebbero invece essere la sponda che serve al Pd di Renzi per portare avanti il testo, anche se l’appoggio dei grillini non può mai essere considerato scontato.

A illustrare il testo alla ripresa dei lavori è stato il presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma che ha iniziato la sua relazione ‘tecnica’ (non essendo stato votato il mandato al relatore in senso proprio) sui lavori della commissione in merito all’iter dei ddl nelle complessive 70 sedute dedicate all’argomento. In precedenza, il leghista Stefano Candiani aveva protestato con la vice presidente Valeria Fedeli perché non gli è stata data la parola per chiedere nuovamente la verifica del numero legale. Fedeli si è scusata, spiegando che non aveva visto il senatore chiedere la parola.

In Aula ha protestato ancora una volta il centrista Carlo Giovanardi che ha definito “inusitata e senza precedenti” la scelta della conferenza dei capigruppo di procedere all’esame del ddl quando in commissione non è stato rispettato il termine di due mesi per la discussione dello specifico testo. “Si cancellano la Costituzione e il Regolamento del Senato”, ha detto Giovanardi. Sulla stessa linea il forzista Lucio Malan, che ha ricordato: “In commissione c’è stata solo la relazione della prima firmataria Monica Cirinnà” e non c’è stata una discussione. “Se questo è il modo di applicare la Costituzione e il Regolamento, c’è poco da stare allegri”, ha concluso Malan.

La vice presidente del Senato Fedeli, dopo i due interventi sull’ordine dei lavori degli esponenti che fanno parte, il primo, della maggioranza e, il secondo, dell’opposizione, è passata al secondo punto all’ordine del giorno, il ddl sulla riorganizzazione delle attività di consulenza finanziaria. Successivamente l’aula si è occupata del ddl Boccadutri sul rendiconto dei partiti. La discussione sulle unioni civili sarà avviata dopo la conclusione della sessione di bilancio.