Se fosse già in vigore la riforma del Senato del governo Renzi, oggi il vicepresidente della Regione Lombardi, Mantovani, che è anche consigliere regionale, probabilmente sarebbe un membro del Senato e sarebbe stato salvato dall’immunità parlamentare, evitando gli arresti”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, esordisce nell’intervista rilasciata a Giovanni Floris durante Dimartedì, su La7. Il vicepresidente della Camera spiega la “pericolosità” della riforma: “Con essa si sta salvando la classe politica più indagata d’Italia, quella che ha a che fare con la sanità e gli enti locali, speculando sulla vita delle persone. Il Senato, così come è concepito, non serve a niente, se non a farci perdere tempo. Questa illusione che il bicameralismo perfetto sia finito in realtà è molto più devastante con tale riforma. Il M5s modificherebbe invece la Costituzione mettendo tre regole per cambiare la classe politica: abolizione dell’immunità parlamentare, limite massimo di due mandati per i politici, impossibilità di entrare in Parlamento se sei indagato per reati gravi o condannato”. Di Maio, poi, si esprime sul caso Marino a Roma: “L’onestà in politica è una condizione necessaria ma non sufficiente, Ma ad essa si deve unire la competenza. Io sono molto fiducioso nel fatto che l M5s possa governare Roma, perché in questi mesi abbiamo presieduto la commissione per la Revisione della Spesa con il consigliere comunale Daniele Frongia. In Campidoglio abbiamo scoperto che il Comune di Roma ogni anno spreca un miliardo di euro. Il nostro obiettivo? Prendere quel miliardo, tagliare privilegi e sprechi e investire quei soldi in asili nido, trasporti, autisti per i pullman. Cioè, facciamo ripartire i servizi essenziali”. Il parlamentare pentastellato si esprime sulla minoranza Pd e sui transfughi del M5s: “La minoranza nel nostro movimento non è mai esistita, a differenza di quanto accade nel Pd. Nel M5s ci sono state persone che hanno violato le regole, come quella di ridursi lo stipendio. Loro negano, ma intanto ora stanno in altri partiti, come nel Pd e nel Ncd. Appartengono a quel gruppo di voltagabbana della legislatura, che vanta un record: questa è la legislatura col più alto numero di voltagabbana. Questo succede per il porcellum, perchè, se avessimo le preferenze nella legge elettorale, questi problemi sarebbero sicuramente minori. Ci dovrebbe essere una modifica costituzionale che dica con molta gentilezza a chi viene eletto con un partito e poi cambia idea che deve tornare a casa sua e poi si fa rieleggere”. Riguardo alla situazione economica del Paese, Di Maio osserva: “Se Renzi avesse ridotto le tasse io sarei contento. Gli 80 euro li stanno pagando i contadini con l’Imu agricola. Tasi e Tari sono aumentati”. E spiega dettagliatamente la validità del reddito di cittadinanza e la dannosità degli enti inutili. Nel finale, il deputato del M5S chiosa: “Per come è ridotto il servizio pubblico, in questo momento, non pagherei più il canone Rai, né lo farei pagare più ai cittadini, finchè non ci sarà una legge che rende indipendente la Rai. E ora abbiamo anche un altro problema: dal 1 ottobre le bollette del gas e dell’elettricità sono aumentate del 3-4%. La domanda allora è legittima: se non pago il canone, mi staccano la luce? E’ incostituzionale”