L’11 ottobre è stata la Giornata mondiale delle ragazze, in tutto il mondo varie sono state le iniziative, in Europa sono anni che si organizza una settimana europea interamente dedicata alle più giovani, la “European Week of Action for Girls”, che vede un fitto calendario di iniziative volte ad informare e sensibilizzare sul tema, poiché una sola giornata non basta e tante sono le organizzazioni che lavorano durante tutto l’anno per i diritti di bambine e adolescenti.

Lavorare per i diritti delle donne ha sempre significato per noi lavorare anche per quelli delle ragazze, non solo in un’ottica di prevenzione ma di effettiva realizzazione del potenziale delle giovani che saranno le donne di domani.

Donne e adolescenti infatti continuano a essere maggiormente colpite da povertà, ingiustizia, violenza, malattia, discriminazione e dalla grave mancanza di accesso alle risorse e ai servizi. Non c’è paese al mondo che può affermare di avere raggiunto la parità di genere, prevista infatti tra i nuovi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Oss), definiti a fine settembre a New York. Questi nuovi Obiettivi fanno parte di una Agenda che non è volta solo ai cosiddetti Paesi del Sud del mondo ma ha un’aspirazione universale, in un’ottica di necessità di sviluppo sostenibile che riguarda ormai l’intero pianeta.

Tali Obiettivi sono il risultato di un processo di negoziazione che ha coinvolto i 193 paesi membri dell’Onu e che ha visto la partecipazione della società civile e di altri soggetti interessati. Tra le altre cose, questi mirano, entro il 2030, a sradicare la povertà estrema in tutto il mondo e a dimezzare la percentuale di uomini, donne e bambine/i di che vivono in povertà; creare assetti politici a livello nazionale, regionale e internazionale per sostenere maggiori investimenti nelle azioni di lotta alla povertà; porre fine a tutte le forme di malnutrizione; raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, pastori e pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ai terreni e alle risorse agricole; ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 casi ogni 100 mille nati vivi; porre fine alle morti evitabili di neonati e bambine/i sotto i cinque anni di età; porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria; ridurre di un terzo la mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili.

Ma tale ambiziosa Agenda non potrà essere realizzata “senza il raggiungimento di pieni e uguali diritti per metà della popolazione mondiale”, come ha ricordato più volte il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, sottolineando come “per troppi anni le donne hanno subito discriminazioni e hanno visto negato l’accesso alle stesse opportunità nel campo dell’istruzione, del lavoro e non solo”. Per questo la nuova Agenda che ci traghetterà al 2030 non può non vedere come prioritaria la parità di genere e un obiettivo specifico a questo dedicato, l’Obiettivo numero 5, che prevede anche l’empowerment delle donne. Inoltre la questione di genere sarà comunque considerata trasversale a tutti gli altri Obiettivi, poiché non è più accettabile che donne e ragazze si vedano negato il diritto di realizzare il proprio potenziale in quanto donne.

Ovviamente la sola indignazione non basta, bisogna agire ma soprattutto lasciare che le giovani agiscano, che prendano la parola e dicano cosa vogliono e di cosa hanno bisogno, dobbiamo uscire dall’immagine vittimizzante che troppo spesso accompagna le donne. Quando le adolescenti prendono la parola, come è successo nella GirlDeclaration, sanno cosa desiderano e trovano concetti e parole chiave che coinvolgono le adolescenti di tutto il mondo, anche quelle che vivono in Europa o in Italia: salute, istruzione, libertà dalla violenza, sicurezza economica e cittadinanza.

È quindi importante provare a prendere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile come un’opportunità per continuare a lavorare forti del fatto che la nuova Agenda riconosce la centralità delle ragazze in quanto protagoniste non solo “beneficiare” di politiche e programmi ma in quanto “agenti di cambiamento” capaci di portarci verso il futuro e ambizioso scenario proposto dall’Agenda. Per questo è ancora più importante continuare a sensibilizzare sulla questione dei diritti umani e dei diritti delle donne.

Noi come società civile vigileremo affinché non restino solo retorica ma che ci sia la realizzazione di progetti e programmi e una conseguente misurazione dei progressi fatti.

L’Ue deve quindi aprire la strada verso politiche progressiste e di trasformazione che mettano la parità di genere al centro dello sforzo globale per raggiungere tutti gli Obiettivi.

Tra i diritti fondamentali, che come sappiamo bene, sono tutti collegati e uno nutre l’altro, la salute resta ovviamente fondamentale, in particolare per quanto riguarda donne e ragazze quella sessuale e riproduttiva e i relativi diritti. È quanto viene sottolineato dal Direttore esecutivo di Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione), Babatunde Osotimehin in occasione della giornata mondiale dedicata alle ragazze, ricordando come “tutti i paesi dovrebbero essere in grado di lavorare di comune accordo per costruire un mondo in cui le ragazze adolescenti abbiano accesso alle informazioni e ai servizi di salute sessuale e riproduttiva”, poiché questo consente il benessere necessario per usufruire anche di altri diritti, quale l’istruzione che, a sua volta, può portare ad avere in futuro un’occupazione che dia reddito e autonomia ma che contribuisce anche al concreto benessere economico dei paesi dove le ragazze risiedono.

“La nuova Agenda per lo sviluppo riconosce che una maggiore attenzione alla salute e al benessere delle adolescenti di tutto il mondo, compresa la loro salute sessuale e riproduttiva, è la condizione necessaria per il successo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e chiede con forza una maggiore attenzione per le ragazze adolescenti in tutti i settori”, ha concluso Osotimehin.

I nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sono la nuova Agenda Universale che ci coinvolgerà tutte e tutti fino al 2030, di conseguenza anche l’Unione Europea è chiamata ad agire, nell’ottica stessa che anima la settimana europea di azione in favore delle ragazze, ovvero modificare la prospettiva di vita per le giovani di tutto il mondo.

Il 14 ottobre Aidos insieme agli altri partner della European Alliance for Girls organizza una tavola rotonda dal titolo “Ragazze gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: A che punto siamo”?

Partiamo da qui per identificare le principali e più imminenti opportunità da mettere al centro dell’agenda europea, perché i diritti delle ragazze possano essere integrati e portati avanti per fare in modo che l’Ue sia una forte sostenitrice dei diritti umani.