Per battere a Roma la sinistra del potere, cioè il Pd, e quella del mal di pancia, cioè il M5S, bisogna proporre una forte compagine di centrodestra, coinvolgendo anche i movimenti civici. E allora perché no Marchini?”. Sono le parole dell’europarlamentare di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenuto a “Ho scelto Cusano”, su Radio Cusano Campus. Il vicepresidente del Parlamento Europeo si esprime sulla strategia del centrodestra per le prossime elezioni amministrative nella Capitale, dopo le dimissioni di Ignazio Marino: “Bisogna tener conto del malcontento che c’è in politica, quindi non bisogna proporre un nome di partito, ma un esponente della società civile. Il centrodestra deve rinnovarsi, facendo ammenda per gli errori commessi dalla giunta Alemanno. Serve una forte squadra composta da Fi, Lega, FDi e i movimenti civici compreso quello di Marchini“. E aggiunge: “Marchini ha una famiglia di centrosinistra? Non c’entra nulla, anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, viene da una famiglia di destra, ma lui è di sinistra. In realtà, conta solo quello che dice il nostro leader, Silvio Berlusconi. A Roma è necessario un sindaco manager. Noi stiamo cercando il sindaco di Roma, non stiamo cercando il leader del centrodestra. Dobbiamo trovare qualcuno in grado di risolvere i problemi di questa città. Serve una persona capace, non ci interessa per chi ha votato quand’era giovane. Serve un grande cambiamento a Roma. I partiti non devono pensare a spartirsi la città, ma a come servire la città“. Tajani rivela di aver proposto come candidato di centrodestra il giornalista Paolo Liguori, che però ha declinato l’offerta. Poi loda Giorgia Meloni: “Ho una grande stima di lei. Se ci fosse un accordo accordo sul suo nome da parte anche dei movimenti civici per me potrebbe andare bene anche lei come sindaco. Ma la Meloni è il segretario di Fratelli d’Italia, è un nome di partito, quindi la vedrei meglio come presidente della Regione“. E chiosa: “Salvini? Dobbiamo discutere anche con la Lega, ma non credo che Salvini voglia sostenere un vecchio rottame della politica. L’alternativa alla sinistra non può essere rappresentata da un’altra sinistra che è quella di Beppe Grillo