L’Ausl di Modena ha ritirato l’invito: l’ex brigatista Renato Curcio non presenterà più il suo libro al Mat, la Settimana della salute mentale. Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dall’annunciata presenza in città di uno dei fondatori delle Brigate Rosse, che il prossimo 20 ottobre avrebbe dovuto prendere parte a un incontro dedicato al tema del lavoro su invito dell’azienda sanitaria locale, infatti, a frenare sull’iniziativa sono stati l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi e il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Che poche ore dopo la cancellazione dell’evento, comunicata dall’Ausl, con l’ex brigatista come ospite d’onore, ha commentato il caso su Twitter: “Bene la decisione dell’Azienda Usl. Della presenza di Renato Curcio a Modena non si sentiva alcun bisogno”.

Un passo indietro, quello dell’azienda sanitaria modenese, che inizialmente aveva difeso la decisione di invitare Curcio nella città dove insegnava Marco Biagi, assassinato nel 2002 dalle Nuove Brigate Rosse: “A interessarci – spiegava infatti Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’azienda sanitaria, a margine della conferenza stampa di presentazione di Mat – è l’oggetto dell’incontro, l’esperienza che sarà rappresentata il 20 ottobre. Noi siamo un’azienda sanitaria, e non sta a noi esprimere giudizi”. E tuttavia, in seguito alle critiche di centrodestra e centrosinistra, concordi nell’indicare Curcio come “ospite sgradito alla città”, e all’intervento della Regione, che ha patrocinato Mat, è arrivato il dietrofront: “Facendo proprie le manifestazioni di disaccordo e di sensibilità espresse dalla comunità modenese di cui è parte, e che non intende ledere, l’Ausl – scrive l’azienda in una nota – ritiene opportuno revocare l’invito e la presentazione, anche al fine di riportare al centro dell’interesse e della attenzione la Settimana della Salute Mentale, le finalità – di interesse della Azienda stessa, dei suoi operatori e riteniamo anche dei cittadini – che sono quelle di promuovere i temi della lotta allo stigma e dell’inclusione sociale per le persone con disagio psichico”.

Al posto dell’appuntamento con Curcio, quindi, il 20 ottobre al Mat si terrà un incontro dedicato ai temi della riabilitazione, del recupero alla vita di comunità, e del lavoro nelle strutture sociosanitarie. Una disposizione commentata positivamente anche da chi, nei giorni scorsi, aveva contestato l’invito di Curcio. A portare il caso all’attenzione della Regione, infatti, era stato Tommaso Foti, consigliere regionale eletto con Fratelli d’Italia – An, che in un’interrogazione rivolta alla giunta aveva definito la presentazione con l’ex brigatista come ospite d’onore “incomprensibile, quando non offensiva per i famigliari delle vittime del terrorismo”. A fargli da eco, il Partito Democratico: “Era necessario invitarlo? Secondo me, quando si parla di un terrorista, la parola è no – sottolinea Marco Forghieri, consigliere comunale di Modena – il mio auspicio è che Curcio i confini della città non li varchi mai più”.

Più o meno le parole usate nel 2008 dall’ex sindaco di Modena, sempre in quota Pd, Giorgio Pighi, che Curcio l’aveva ‘bandito’, dichiarandolo “non gradito, visto che non ha mai ripudiato la cosiddetta lotta armata”. Affermazione ribadita all’epoca dall’oggi governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Per chi come me ha vissuto la stagione del terrorismo ­ scrive Emilio Sabattini, ex presidente della Provincia, in una nota ­ risulta incredibile che un soggetto pubblico come l’Ausl inviti il capo storico delle Br a un convegno per presentare un suo libro. Penso ad Aldo Moro, ai giornalisti, ai magistrati uccisi e alle loro famiglie. Un’istituzione pubblica come l’Ausl non può un giorno ricordare le vittime e un altro invitare i carnefici”.