La mia Londra è leggera come i veli dei Jihab delle donne di Whitechapel, o pesante come i colpi sul tamburo dei musicisti di Brixton. La mia Londra è soave come il Jasmine tea dei ristoranti di Soho o conturbante come i cocktail elaborati dei locali esclusivi nel West End. La mia Londra è seria quanto basta ma non perde occasione di sfoggiare il suo humour.”

L’aveva descritta così la sua Londra, Federico Gatti, reporter italiano trasferitosi per lavoro. Adesso, quel giovane e intraprendente ragazzo animato da altruismo, potrà sicuramente aggiungere una frase in più alla sua profonda descrizione. Sì perché “la sua Londra” è stata capace di far sorridere anche chi, di ragioni per sorridere, ne aveva ormai, davvero poche.

È un sabato di primissima mattina, di questo freddo autunno londinese quando Federico, appresa la notizia della malattia della sua cuginetta italiana di dieci anni, ricoverata in un ospedale di Genova per leucemia, decide di donarle, a distanza, una ragione per ridere, per ballare, per sentirsi viva.

L’ultima volta che sono andato a trovarla a Genova, Elisa stava aspettando in silenzio l’inizio della chemio. Era il quarto giorno del secondo ciclo. Per distrarla un po’ ho cominciato a cantare ‘The Lion Sleeps Tonight’ dei Tokens” mentre, insieme a sua mamma e papà, fingevamo di essere animali della giungla. Lei si è messa a ridere e si è tirata su dal letto“.

Ricorda Federico prima di prendere una telecamera e un microfono e mettere da parte la malinconia, salendo sul palco del “Morning Gloryville” per offrire una mattinata di ritmo, musica e colori senza limiti di età o professioni, dedicata a lei, solo a lei. È “Per Elisa” che un centinaio di giovani londinesi sorridenti hanno preso parte al video caricato su youtube.

Vivendo a Londra sapevo che non avrei potuto cantarle la canzone quanto avrei voluto – dice Federico – così ho pensato di fare un video di cui lei possa gioire tutte le volte che vuole. E’ vedendo il suo sorriso nella foto mandatami dalla sua mamma incredula che ho capito di aver raggiunto l’obiettivo” .

Chissà che il gesto di Federico non sia solo il primo di una serie, di piccoli ma importanti momenti di felicità, da condividere a distanza.

di Flavia Zarba, giornalista freelance

Per raccogliere le testimonianze degli italiani a Londra ha scelto il blog La mia Londra e la pagina Facebook