“Mi riesce difficile digerire certi personaggi, ma l’Italia non è un paese di sinistra e bisogna mediare”. I “personaggi” in questione sono il gruppo Ala, meglio conosciuti come i verdiniani, coloro i quali hanno deciso di aiutare la maggioranza che sostiene il governo Renzi nel percorso parlamentare del ddl Boschi sulle riforme costituzionali. Così le telecamere del fattoquotidiano.it sono andate in una delle roccaforti della base del Partito democratico per sondare le opinioni dei militanti per capire se, come ha detto il premier segretario, Danis Verdini sia o meno “il mostro di Lochness”. Ed ecco come rispondono gli avventori del quartiere Navile di Bologna, vera roccaforte elettorale del Pd. “Appendereste nei vostri circoli le foto di Verdini, Lucio Barani e Marco D’Anna al posto di quelle di Gramsci, Togliatti e Berlinguer?”, chiedono gli inviati del FattoTv. La gente è sconcertata dalla domanda e in primo momento la colgono come semplice provocazione. “Non scambiamo un bel niente, ci teniamo fieramente Berlinguer e Togliatti“, rispondono stizziti, ma subito dopo capiscono il senso politico della questione: “Da questa gente (dai verdiniani, ndr) io starei alla larga, ma è chiaro che al momento di fare le riforme costituzionali bisogna cercare la massima condivisione”. Una cosa cosa sono le riforme, un altro è il partito della nazione, la creatura politica centrista che dovrebbe prendere il testimone del Pd. E qui, finalmente, torna il vecchio orgoglio della Bolognina: “Questo escamotage farà passare Renzi dal 40 per cento al 25” di David Marceddu e Giulia Zaccariello