iphone-6sIl nuovo iPhone 6s è disponibile nei negozi da domani, ma ilfattoquotidiano.it ha avuto la possibilità di metterci le mani sopra con un paio di giorni di anticipo per provarlo sul campo. A prima vista, cogliere le differenze tra il nuovo smartphone e il suo predecessore è piuttosto difficile. Dimensioni quasi identiche, una variazione di peso contenuta (14 grammi in più per il 6s) e identico design. Per quanto riguarda la scocca, l’unica differenza è il materiale utilizzato. La vicenda del bendgate (che fosse fondata o meno) ha convinto Apple a utilizzare una scocca in alluminio serie 7000, una lega utilizzata in campo aerospaziale. Insomma: dall’esterno poco o nulla è cambiato. Quando si comincia a utilizzare il nuovo smartphone di Apple, però, si capisce perché Tim Cook, al momento della presentazione abbia sostenuto che, nonostante le apparenze, è cambiato tutto.

Prestazioni e autonomia

Ogni nuovo modello di smartphone viene annunciato come più potente e veloce del precedente. Rientra nella logica delle cose, ma questa volta la differenza si percepisce in maniera piuttosto netta. Sarà il nuovo processore A9, sarà il raddoppio di memoria RAM (riportato sul web e non confermato da Apple) o l’ottimizzazione a livello di sistema, fatto sta che il nuovo iPhone si dimostra molto più veloce e reattivo dell’iPhone 6. Lo è quando si deve eseguire l’accesso usando l’impronta digitale con Touch ID (ma qui si tratta di una evoluzione specifica) e lo è quando si usano funzioni e app.

Come al solito, pensare di trarre conclusioni sull’autonomia dopo qualche decina di ore di test sarebbe avventato. L’impressione è che non ci siano significativi cambiamenti rispetto a prima: il telefono regge senza problemi una giornata di lavoro. In tema, però, si può registrare un passo avanti a livello software. Il nuovo iOS 9, infatti, mette a disposizione una modalità chiamata Risparmio energetico, con la quale vengono limitate o bloccate alcune delle funzioni più “sprecone” in termini di energia. Insomma: si tratta di una modalità di utilizzo che possiamo attivare per sfruttare al massimo gli ultimi scampoli di batteria prima di poter accedere a un alimentatore. Non è un’esclusiva dell’iPhone 6s, ma rappresenta sicuramente un’ottima risorsa quando ci si trova a corto di batteria.

Il nuovo 3D Touch

La vera novità introdotta con iPhone 6s è il 3D Touch, ovvero lo schermo sensibile alla pressione che permette di utilizzare nuovi comandi sul display touch. L’innovazione ci costringe ad aggiornare il vocabolario dei comandi touch: dopo tap, swipe e pinch, dovremo fare amicizia con i nuovi peek e pop. Il primo, che possiamo tradurre come una leggera pressione sullo schermo, apre scorciatoie e anteprime degli elementi. Il secondo, che consiste in una pressione più decisa, permette di passare dall’anteprima all’apertura dell’elemento, o attiva funzioni particolari.

All’atto pratico, i nuovi comandi risultano davvero utili. Il loro utilizzo, in molti casi, permette di tagliare drasticamente il numero di operazioni necessarie per raggiungere l’obiettivo. Se si vuole registrare un video, per esempio, non è più necessario aprire l’app per la fotocamera e selezionare la voce Video: basta un peek sull’icona dell’app e selezionare la voce Video per ritrovarsi col telefono già pronto. In alcuni casi, poi, le scorciatoie sono ancora più efficaci. Con Mappe, ad esempio, il peek mostra anche la scorciatoia per avviare l’itinerario verso il luogo di un appuntamento inserito nel calendario per la stessa giornata. All’interno delle app, invece, la pressione permette di accedere ai comandi rapidi, come l’archiviazione di un’email. Magari abituarsi ai nuovi controlli richiederà un po’ di tempo, ma le potenzialità sono ottime. Tanto più che gli sviluppatori esterni non si sono fatti certo pregare per adeguarsi al nuovo habitat. Instagram ha già pubblicato l’aggiornamento che sfrutta il 3D Touch e sono attesi a breve quelli per Dropbox, Facebook, WeChat e numerosi altri.

Video e fotografie

La sezione fotografica ha subito un deciso upgrade, sia in termini di megapixel, sia in termini di miglioramento delle funzioni. La fotocamera iSight (quella posteriore) è passata da 8 a 12 megapixel. La differenza, come è ovvio, si vede. Soprattutto in ambito video, visto che la nuova camera permette di registrare filmati in 4K, sfruttando un sistema di stabilizzazione estremamente efficace. Discorso simile per la Facetime (la fotocamera frontale dedicata alle chiamate video e ai famigerati selfie) che passa addirittura da 1,2 a 5 megapixel, offrendo la possibilità di registrare video in HD (720p). La novità meno attraente, tutto sommato, è rappresentata dalle fotografie in modalità Live, ovvero quelle foto che si animano quando vengono stimolate con il 3D Touch. E dire che gli sviluppatori Apple, per offrire questa innovazione, devono aver speso parecchie energie.

Le Live Photos sono una sorta di ibrido tra un’immagine (JPEG) e un video (MOV). Quando si scatta in questa modalità, l’iPhone 6s registra, oltre alla fotografia, anche un video che contiene 1,5 secondi precedenti e 1,5 secondi successivi allo scatto. Per fare questo, il telefono in pratica deve registrare in memoria tutte le inquadrature che facciamo prima di scattare e poi salvare solo gli 1,5 secondi precedenti allo scatto. Mettere in piedi il sistema e ottimizzarlo per evitare che diventasse un buco nero per la batteria non dev’essere stato uno scherzo. Nella pratica, l’uso delle Live Photo ha una sola controindicazione: le immagini hanno dimensioni più o meno doppie rispetto al solito. Un buon risultato dal punto di vista tecnico, ma che rischia di consumare molto velocemente lo spazio di archiviazione. Insomma: meglio usarle col contagocce. Tanto più che in situazioni di scarsa luminosità, il filmato integrato nella Live Photo ha livelli qualitativi ben lontani dai video in 4K (davvero impressionanti) girati con la normale funzione video dell’iPhone. La risoluzione monstre fa la sua figura già sullo schermo del telefono e la sua definizione si può apprezzare al massimo quando si usa il “pinch to zoom” durante la riproduzione dei video.    

Per questa prova è stato utilizzato un dispositivo fornito in comodato dalla Apple