giordana di stefano 2Una ragazza di vent’anni, Giordana Di Stefano, mamma di una bambina di 4, è stata uccisa a coltellate nella sua auto a Nicolosi, in provincia di Catania. La vittima era parte lesa in un processo per stalking contro l’ex convivente 24enne, che è stato fermato a Milano dopo ore di ricerche e ha confessato l’omicidio. Secondo una prima ricostruzione stava tentando di fuggire in Svizzera.

La prima udienza del procedimento si sarebbe dovuta tenere stamattina, ma è stata rinviata perché il legale dell’imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi. La giovane aveva presentato denuncia nei confronti del ragazzo, Luca Priolo, col quale aveva anche un contenzioso aperto in sede civile per l’affido esclusivo della figlia.

Priolo è stato bloccato attorno alle 16.30 alla stazione Centrale di Milano: secondo la ricostruzione dei carabinieri, voleva andare a Lugano, in Svizzera. I carabinieri di Catania avevano comunicato ai colleghi lombardi che il ricercato era in viaggio verso il nord con la macchina della madre, identificata dalle telecamere autostradali. I militari hanno quindi atteso in stazione il primo treno utile e hanno individuato il ragazzo: quando l’hanno visto, l’hanno chiamato per nome e lui si è girato, dicendo in tono di resa “sì sono io”.

Ha raccontato di aver ucciso Giordana Di Stefano per la denuncia di stalking e non per l’affidamento della figlia. Secondo la sua confessione i due si sono incontrati martedì sera in compagnia di un parente di lei per discutere della questione: Priolo ha poi insistito per rimanere solo con l’ex fidanzata e, a quel punto, intorno all’una di notte ha commesso l’omicidio. La madre di Giordana non vedendola rientrare prima dell’alba, e sapendo che era con Priolo, temendo le fosse successo qualcosa ne ha denunciato la scomparsa ai carabinieri.

Giordana Di Stefano era una ballerina e aveva lasciato la scuola per occuparsi della figlia. Il corpo è stato ritrovato nella sua macchina, un’Audi A2: è stata uccisa con diversi colpi di arma da giordana di stefanotaglio alla gola, al torace e all’addome. La denuncia per stalking era stata presentata il 3 ottobre del 2013: Priolo era entrato da una finestra a casa della ragazza, ma si era difeso sostenendo di averlo fatto perché aveva visto un’auto sospetta fuori e voleva assicurarsi che la ragazza e la figlia fossero al sicuro.

Dopo quell’esposto, però, la Di Stefano non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato: nonostante questo il processo era stato comunque regolarmente incardinato dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato.

Riguardo all’affido della bambina, la Di Stefano aveva presentato la richiesta e Priolo si era detto pronto ad accettare l’accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d’armi.

“Lei non aveva paura di lui e non riusciamo a credere che sia stato lui – hanno detto alcune amiche della vittima, parlando di Priolo –  Lui in passato era stato denunciato da Giordana, ma perché non si rassegnava alla fine della loro storia? La seguiva continuamente. Ultimamente si erano riavvicinati ma si lasciavano e si rimettevano insieme spesso, fino a quando lei non ha voluto più”.