“La cosa più interessante è stato scommettere che siamo ancora in grado di viverci come persone. Fatti di orecchie, occhi, mani, voci, odori, pelle… Il gioco è stato molto semplice: dare la possibilità a chi lo volesse, di alzare il culo dal divano e scendere nel locale sotto casa, o del quartiere, o della città, a vedersi un film con altra gente che aveva fatto la stessa sua scelta. Gente che avrebbe tranquillamente potuto vedere lo stesso film da sola, magari con le cuffie per isolarsi dal resto della casa e che invece ha ancora voglia di alternare a quella tecnologia che ci facilita fortunatamente la vita, vecchie abitudini che ci mantengono umani, per esempio quella di inventarsi delle specie di cineforum al contrario.”

Questa è la risposta che mi sento di dare a un amico giornalista del web che, sceso da casa a vedersi un film del 1962 (per la cronaca La vita agra di Lizzani), si entusiasma della cosa e mi chiede di raccontare questa esperienza per la testata per la quale lavora. È vero, mi sono preso il lusso di inventarmi un cineforum al contrario, ove vi sia una breve introduzione al film e poi una visione collettiva con addirittura la possibilità, alla fine, di fare delle chiacchierate personali e informali davanti a un bicchiere di vino.

Lo faccio da giugno, con la benedizione del mio socio Gino, ma da solo. Lo faccio per puro gusto personale. La cosa mi è facilitata dalla vicinanza: posso permettermi, dato che abito nello stesso stabile, di “regalare” al locale sotto casa questa rassegna di film su Milano. Una cosa molto easy e rilassata, perfettamente in tema con il modo informale con cui Roberto, Luca e Marco, gli inventori di “da oTTo, hanno impostato il loro locale che proprio per questo, per assurdo, diventa quasi sofisticato. Siamo nel cuore di China Town, o almeno così dicono, un quartiere storico e antico di Milano che confina con la vivacità dei nuovi grattacieli. In questa città così viva e in cui è però anche molto facile alla sera farsi prendere dalla pigrizia, questa provocatoria iniziativa, antica e proprio per questo modernissima, permette di reinventarsi in qualche modo la condivisione di emozioni che magari il web e la tv ci hanno negato: quello di scambiare idee, conoscenze, tensioni con chi ci sta vicino. Il cinema in fondo è nato per questo. Riprendiamoci questa sua natura anche in qualche modo sociale.

In questi mesi ogni lunedì sera “da oTTo” si sono alternati film di tutti i generi, in compilation molto composita e fatta anche di contrasti. Il tema, come dicevo, è Milano, e si va dalla commedia all’italiana, al neorealismo e ai film contemporanei. Non c’è molto intellettualismo nelle scelte e nel contorno. Solo una breve presentazione fatta da me o da altri e qualche volta la presenza di amici del settore che ci vengono a trovare. Abbiamo avuto, per esempio, Giovanni Storti per il film di Aldo, Giovanni e Giacomo Così è la vita, e Maurizio Nichetti per Volere volare.

Abbiamo dato film comici come Il vedovo, Romanzo popolare o Eccezzziunale veramente alternati a pellicole come Banditi a Milano, La classe operaia va in paradiso, La vita agra… Continueremo nelle prossime settimane riprendendo già lunedì 12 ottobre con Vallanzasca, film abbastanza recente, a cui seguiranno il fenomeno comico Cado dalle nubi di Checco Zalone, e poi l’introvabile e imperdibile Il caso Mattei.

Reinventare delle visioni collettive, seppur contenute in una minuscola sala, di film storici come questi è stata ed è davvero una bella scommessa e resta un momento emozionante per me e per noi che amiamo la nostra città. Per questo invito soprattutto le nuove generazioni, che non sono più abituate a simili iniziative, a partecipare ogni lunedì alle 21.15, tenendo conto che naturalmente già da prima il locale è aperto.