La nuova regolamentazione del mercato dell’acqua, che sarà aggiornata e introdotta entro fine anno dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, si tradurrà per i consumatori in un aumento delle tariffe. A prevederlo è l’agenzia di rating Moody’s, in un rapporto sulle utility italiane. Le nuove regole rifletteranno infatti quelle di altri settori regolati come le reti elettriche e del gas e quindi comporteranno incrementi tariffari automatici e garantiti per le società che investiranno nell’efficientamento dei costi e nel miglioramento del servizio. Aumenti che seguono quelli, nell’ordine del 4-5%, registrati nel biennio 2013-2015. Mentre, stando ai calcoli di Cittadinanzattiva, dal 2007 a oggi le tariffe sono salite del 52,3%.

Visto che tra pochi mesi le bollette dell’acqua conterranno una voce ad hoc destinata a finanziare gli investimenti per la gestione e manutenzione degli acquedotti, c’è da sperare che questo si rifletta in un effettivo miglioramento della qualità della rete. Che finora non c’è stato: in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, e rispetto al 2013 il dato è salito di tre punti percentuali. La quota sale poi al 60% in Calabria e al 58% Basilicata.

Il nuovo metodo tariffario destinato a entrare in vigore il prossimo anno si tradurrà comunque per le aziende in un aumento dei ricavi e dei flussi di cassa. In particolare secondo Alessandro Scalia, vice presidente e analista senior di Moody’s, “con il graduale riconoscimento nelle tariffe degli investimenti programmati necessari a migliorare le performance delle reti idriche, ci attendiamo che queste attività contribuiscano maggiormente ai profitti di Acea, Hera e Acquedotto Pugliese“. Tuttavia “prevediamo tuttavia qualche stretta sul ritorno del capitale investito, sulle richieste di qualità del servizio e sull’efficientamento dei costi operativi che potrebbero mettere sotto pressione margini e redditività”. Secondo Moody’s, inoltre, la nuova regolamentazione sull’acqua, insieme agli incentivi messi in campo dal governo, favorirà anche il consolidamento del settore idrico: gli operatori più grandi come Acea, Hera e A2A tenderanno ad assorbire quelli minori.