Un eventuale abbraccio di Denis Verdini costerebbe a Matteo Renzi 7 punti in meno. E’ il risultato di una simulazione realizzata da Euromedia Research a disposizione di diversi parlamentari di Forza Italia e pubblicata da Huffington Post: se stringesse un’alleanza con l’ex luogotenente di Silvio Berlusconi, il Partito Democratico precipiterebbe dal 32% (dato del sondaggio che la società di Alessandra Ghisleri ha realizzato per la puntata di Ballarò di martedì sera) al 25,1%. La motivazione: l’ex coordinatore nazionale del Popolo della Libertà è percepito come “impresentabile” dagli elettori di sinistra del Pd.

Che, a quel punto, orienterebbero il proprio interesse verso destinazioni diverse: o una lista “di sinistra” (minoranza Pd, Sel, Possibile, Coalizione Sociale, Rifondazione Comunista, Verdi) che salirebbe al 12,7% o verso il Movimento 5 Stelle, che secondo la simulazione di Euromedia decollerebbe dal 26% al 31,6%.

Segno che la questione morale conserva un peso nella scala valoriale degli elettori dem, allergici alle intese con chi ha collezionato una lunga serie di rinvii a giudizio (Verdini) e chi andava a braccetto con Nicola Cosentino fino a che è rimasto in sella (Vincenzo D’Anna). In pratica Alleanza Liberalpopolare – Autonomie, la creatura politica con cui Verdini – trait d’union tra Renzi e Berlusconi sull’impervio terreno delle riforme – ha promesso di sostenere il governo in tema di Italicum e modifiche costituzionali.

Il 29 luglio, presentando in Senato il nuovo gruppo, Verdini aveva messo in chiaro che il progetto di Ala era quello di portare a compimento il lavoro fatto fino a questo momento dal tandem Pd-Forza Italia: “Vogliamo essere liberi di completare la legislatura Costituente come avevamo iniziato – spiegava – poi c’è una prospettiva politica che è nelle nelle cose e che ritiene che l’area moderata sia il centro del Paese. Il centro determina sempre la vittoria dell’una o dell’altra parta, ma per determinarla deve avere la libertà di potersi muovere senza pregiudizi e realizzare le riforme con una maggioranza allargata significa dare stabilità agli elettori”.

Una simulazione, quella firmata da Euromedia Research, che fa il paio con il risultato di una rilevazione realizzata dall’Istituto Piepoli per l’Ansa agli inizi di settembre: secondo il sondaggio, in caso di alleanza con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano i democratici crollerebbero dal 32% al 28%, mentre il M5s salirebbe dal 25,5% al 29%, diventando in quel caso il primo partito. Se invece Renzi scegliesse come alleato Sel raggiungerebbe il 37%.