Fa piacere sapere che se uno vuole segnalare a Facebook una pagina piena di insulti razzisti e incitamento all’odio lo può fare. Mi conforta credere che una fotografia come quella di Trattori e Agricoltura in cui, in una stalla, si vedono due vacche marchiate e una ragazza nuda definita ‘vacca’ anche lei, sarà eliminata. E’ questa del resto la grande novità dei social: l’opinione dei singoli finalmente richiesta e tenuta in considerazione.

Purtroppo non è così: Facebook Italia erige un perenne muro di gomma contro il quale le proteste rimbalzano. Esaminiamo la situazione nel dettaglio. Per offrire agli utenti “un ambiente privo di contenuti offensivi” Facebook invita a segnalare scegliendo tra le seguenti opzioni:
– E’ minaccioso, violento, o fa riferimento al suicidio
– E’ un contenuto che incita all’odio
– E’ sessualmente esplicito
– Descrive “acquisto o la vendita di sostanze stupefacenti, armi da fuoco o prodotti per adulti”

Ho dunque segnalato la foto della ragazza-vacca. Ma no! L’immagine rispetta gli Standard della comunità di Facebook! Quindi anche i miei, ovvio! Che stupida ad aver pensato che ci fosse una logica di causa ed effetto, qualcuno chiama una persona vacca e la sua pagina viene chiusa; è sessualmente esplicita e Facebook la chiude, sennò perché avrebbe proposto quei criteri per le segnalazioni?

L’effetto muro di gomma persiste anche in casi gravissimi di odio razziale come questo.

Sono questi gli Standard della Comunità? Begli standard davvero! I miei no di certo!

Ho lanciato una petizione per chiedere a Facebook Italia di comportarsi coerentemente e nel rispetto degli utenti. Al momento, infatti, ci prendono solo per i fondelli. Peggio: fanno passare odio, sessismo e razzismo per standard morali. Sono invece altamente immorali, ed è urgente che lo comprendano.

E termino con un’ultima perla tratta dal codice di Facebook: “Non tutti i contenuti inaccettabili o fastidiosi trasgrediscono i nostri Standard della comunità.” Cioè, sono inaccettabili ma sono accettabili.

di Annamaria Arlotta

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