Da settimane dormivano con la porta della camera da letto chiusa a chiave. Perché Mireille Gram, ereditiera figlia del fondatore della Kipling, il famoso marchio di valigeria con la “scimmietta”, aveva già tentato di ucciderle. La prima volta cercò di annegarle. Mentre la notte tra domenica e lunedì ha provato ad accoltellare le figlie gemelle di 14 anni mentre stavano dormendo. Per questo la 48enne belga, che da tempo deve fare i conti con la depressione, è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio. La notizia è stata riportata dal quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad.

Secondo una prima ricostruzione, domenica scorsa Mireille Gram ha aspettato che il personale di servizio uscisse dalla sua bella casa di Shoten, ricca città alle porte di Anversa, nel nord del Belgio, immersa nel verde. E’ andata in cucina dove ha preso un coltello. Poi è riuscita a entrare nella camera da letto. L’interruttore mentale nella sua testa a quel punto era già spento. Ha colpito una delle ragazze al collo. Ma l’altra si è svegliata, è riuscita a fermare la madre e a trascinare fuori dalla casa la gemella che è stata ricoverata in ospedale in gravi condizioni, anche se non è in pericolo di vita.

Dall’ufficio del procuratore nessuno si è sbilanciato sul movente. L’avvocato della donna ha mantenuto il massimo riserbo, ma, secondo quanto riportato da Hln.be, fonti del tribunale hanno detto che la donna era “coinvolta in un divorzio difficile” e che “l’ex marito ha cominciato una nuova relazione”. Il magistrato inquirente avrebbe intenzione di chiedere una perizia psichiatrica per la donna.

Il padre delle ragazze, Danny G., già sei mesi fa – durante il procedimento per il divorzio – si era rivolto al tribunale denunciando i rischi per le figlie. “Le mie gemelle sono messe in pericolo a causa dei problemi psicologici della madre”, aveva detto all’epoca, ma il giudice non aveva dato seguito alla denuncia considerandola poco circostanziata.

“Lo sapevo, lo sapevo che un giorno mi sarebbe arrivata la telefonata che avrebbe attaccato le ragazze. Avevo avvertito tutti della sua depressione aggressiva, ma dicevano che esageravo…”, dice oggi l’uomo. Durante il processo l’ex marito aveva affermato che la figlia dell’imprenditore Tony Gram aveva già cercato di annegare le gemelle. Ma l’accusa era stata scartata come “argomentazione rabbiosa tipica di un divorzio” e la donna ottenne la custodia delle gemelle, mentre il padre aveva avuto il diritto di passare con loro un fine settimana su due. Recentemente il padre delle ragazze era tornato a denunciare – stavolta alla polizia – un peggioramento delle condizioni dell’ex moglie.