Xi che partecipa a un meeting delle Nazioni Unite sui diritti delle donne e poi perseguita le femministe? Senza vergogna“. Il tweet di Hillary Clinton sul presidente Xi Jinping non è passato inosservato ai media cinesi: “Parla come Trump“, ha scritto un quotidiano del Partito comunista.

Sei mesi fa in Cina cinque attiviste sono state arrestate perché volevano distribuire adesivi e volantini contro la violenza sessuale. L’ex Segretario di Stato di Barack Obama, quando ha twittato, potrebbe aver pensato proprio a questa vicenda.

Il Global Times, nella sua edizione cinese, ha definito, senza citarle, le parole della Clinton come “volgari ed estremamente maleducate“, per poi aggiungere che ricordano la “bocca larga” di Donald Trump. La spiegazione, secondo il quotidiano, sarebbe la preoccupazione e la gelosia della Clinton nei confronti del magnate americano: lui nei sondaggi va bene, perciò l’ex first lady avrebbe deciso di imitare il suo linguaggio.

Non è un attacco leggero: Trump ha accusato la Cina di rubare posti di lavoro degli Stati Uniti e ha chiesto l’ annullamento di una cena di stato per Xi dopo un calo dei mercati azionari cinesi e una svalutazione della sua moneta che hanno causato una caduta del mercato Usa.

La conferenza delle Nazioni Unite a cui ha partecipato il presidente cinese era il seguito di un altro evento sui diritti delle donne, svoltosi a Pechino nel 1995, al quale la Clinton aveva partecipato come first lady. In quell’occasione aveva detto: “I diritti umani sono i diritti delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani”.

E Xi Jinping, domenica, ha citato proprio la Clinton: “I diritti delle donne sono diritti umani. Devono essere tutelati da leggi e regolamenti”. Non ha parlato delle attiviste del suo paese, ma ha fatto molte promesse: una donazione di 10 milioni di dollari alla U.N. Women, il finanziamento di programmi per mandare a scuola le ragazze più povere e aiutare le donne nei paesi in via di sviluppo con progetti sulla salute e opportunità di formazione.