Da un lato le stesse cose di sempre, quelle che avevamo lasciato prima della pausa estiva. Dall’altro, un finto restyling un po’ paragnosta che alla fine, però, è una delle cose più vecchie mai viste in tv. È tornata la sfida della domenica pomeriggio tra Domenica In (RaiUno, con Paola Perego e Salvo Sottile) e Domenica Live (Canale5, con l’immarcescibile Barbara D’Urso). Nostra Signora delle Faccette non cambia nulla, nemmeno la sigla, e anche gli ospiti sono sempre uguali: c’è l’immancabile Diego Armando Maradona Jr., con tanto di sposina e con mamma Cristina in collegamento; Al Bano arriva in studio a cantare a ripercorrere per la millesima volta le sue peripezie familiari, con testimonianze agiografiche di vip e parenti vari. E poi Veronica Maya, orfana di Rai e Agon Channel, che arriva con l’allegra famigliola.

E ancora i filippini adottati da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, i casi di cronaca nera, l’ex fidanzato di Barbara De Rossi, una pantomima politica con Giorgia Meloni per lanciare la candidatura a sindaco di Roma. La solita versione domenicale di Pomeriggio5, con la padrona di casa solo più appariscente del solito (ieri aveva una tutona verde aderente con evidente abuso di lustrini).

Ma se dal ritorno della D’Urso non ci si aspettava nulla di nuovo, diverse erano le aspettative per Domenica In. Sì, ok, c’è ancora Paola Perego, ma almeno la zavorra Pino Insegno è stata giustamente abbandonata. Al suo posto, adesso, c’è Salvo Sottile, sempre più personaggio in cerca d’autore, già profeta di cronaca nera e ora in un continuo tentativo di reinventarsi un intrattenitore che non è. A capo del team di autori, poi, c’è Maurizio Costanzo, non un signore qualsiasi che passava di là, e allora qualche aspettativa c’era, ovviamente.

Il risultato è deludente. Assai deludente. Persino per una domenica pomeriggio su RaiUno. Il primo effetto dell’arrivo di Costanzo è la riesumazione di Raffaele Morelli, lo psichiatra da Baci Perugina che incanta le casalinghe con i suoi consigli su amore, passione e tradimenti che hanno la carica rivoluzionaria di una messa in latino.

Le due ore del programma scorrono tra chiacchiere stupidotte sui sentimenti (una fissazione di Maurizio Costanzo) e qualche intervistina qua e là. Non c’è l’idea del racconto, non c’è la domenica “di una volta”, che intratteneva e divertiva. Non manca la cronaca, soprattutto adesso che c’è anche Sottile, con una intervista a una donna vittima di stalking. Ma anche questo meritorio squarcio su un tema così delicato, televisivamente è roba trita e ritrita.

Salvo Sottile è l’anello debole di una catena che già non sembra inarrestabile. È sembrato troppo sopra le righe, sempre troppo acceso e vispo, anche quando non ce ne era davvero bisogno. Sembra sgomitare, cercare di farsi notare. Forse non vuol fare la fine di Pino Insegno, che lo scorso anno è uscito con le ossa fracassate da un’esperienza televisiva devastante. Ma la soluzione è saper fare televisione, non cercare di rubare qualche briciola di visibilità all’incontrastata signora della domenica Paola Perego. È una mission impossible, quella di Sottile. E fa un po’ di tenerezza assistere in diretta al tentativo goffo e destinato al fallimento. Per il programma, che ieri ha annoiato assai, lasciamo ancora qualche puntata di assestamento. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, è notte fonda.