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Siamo in autunno già da alcuni giorni, e con l’estate ormai alle nostre spalle ve la sentite di fare insieme il punto della situazione sulla stagione appena passata? L’anno scorso avevano fatto scalpore gli italiani nudi a Barcellona e il “sex on the beach” a Gallipoli. Quest’anno non abbiamo avuto casi così clamorosi, ma le cose nel settore turistico non sono cambiate molto.

Si continua a usare (soprattutto tra gli addetti ai lavori) con un po’ di spocchia il termine “turista low-cost”, dando a intendere che low-cost sia un sinonimo di cafone o incivile. Quasi tutti viaggiamo in ottica low-cost: noi, i nostri vicini, finanche l’ex Presidente della Repubblica Napolitano che, pur avendo un rimborso di quasi € 1000 a viaggio (si parla dei tempi in cui era eurodeputato), non disdegnava di guadagnarci il più possibile volando con Ryanair e trattenendosi la differenza tra rimborso e spesa sostenuta.

Iniziare un’analisi con preconcetti che tengono in considerazione il vettore utilizzato o il portafogli del turista significa partire dai presupposti sbagliati. Chiediamoci anche quali servizi l’Italia offra al turista, che molto spesso paga anche una tassa di soggiorno tutt’altro che irrisoria o simbolica. Ad esempio, sulle spiagge cosa avete visto quest’anno?

Gli stabilimenti abusivi. Abusivi perché privi di concessione e di conseguenza del servizio di sorveglianza (bagnino) che negli stabilimenti regolari è altrimenti obbligatorio. La legge consente il noleggio di attrezzatura da spiaggia (sdraio, ombrellone) sulle spiagge libere, ma l’incombenza di trovare uno spiazzo e piantare l’ombrellone resta a chi le ha prese a nolo. Invece i noleggiatori occupano un bel pezzo di spiaggia piantando diversi ombrelloni e aprendo i lettini, come farebbe uno stabilimento vero e proprio, allestendo questi uno stabilimento abusivo. I bagnanti poco interessati alla legalità ne usufruiscono comunque, le forze dell’ordine non li vedono o fanno finta di non vederli, e gli affari di questi individui prosperano.

Il volantinaggio selvaggio. Discoteche che distribuiscono ovunque i volantini delle loro serate. Volantini che rimangono sulla sabbia o volano via portati dal vento, finiscono in mare, strappati in mille pezzi per gioco dai bambini. Dopo il volantinaggio la spiaggia diventa uno schifo. Non sarebbe opportuno vietarlo?

Mancanza di bus navetta, così buona parte delle poche ore libere nel week-end al mare sono dedicate alla ricerca estenuante di un parcheggio. Parcheggiatori abusivi. Sono sempre un bel biglietto da visita per ogni città. Anche qui le forze dell’ordine sembrano non vederli. Ci parlano amichevolmente. Campeggio abusivo. Bei padelloni pieni di sugo della pasta lavati in mare, tendopoli arrangiate sulle dune, toilette a cielo aperto e una miriade di bottiglie di birra lasciate sulla spiaggia. Se un posto è sporco la gente si sente autorizzata a sporcare. Mi chiedo, se sei un Comune che si vanta delle decine di migliaia di turisti che ti arrivano ogni anno nei mesi estivi, non puoi mandare un vigile urbano a fare una passeggiata lungo la spiaggia? Le case abusive, anche condonate, non le nomino nemmeno. Si forniscono di acqua tramite cisterne, avranno un impianto di fognatura? Bah, chissà…. Mancanza di servizi igienici. Anche gli stabilimenti non ne hanno. Nel bar c’è un unico WC, utilizzabile solo dai clienti, bisogna chiedere la chiave alla cassa e generalmente si forma una lunga fila quando non c’è scritto “guasto”.

Posti letto in case fatiscenti. Alcune regioni puntano molto su B&b e affittacamere ma in tal modo è difficile vigilare sulla qualità dell’offerta. Un ragazzo può sorvolare sulla non-confortevolezza della camere per passare la maggior parte del tempo tra spiaggia e discoteca, magari sopperisce alla mancanza di bus noleggiando uno scooter e viaggiandoci in tre e a quella dei servizi igienici accovacciandosi dietro un cespuglio. Una famiglia però non può adattarsi a tali manchevolezze e sarà portata quindi a scegliersi un’altra meta.

Torme di camperisti non ligi alle regole apprezzano il fatto che nessuno vigili sul rispetto della legge. Anche in questo caso, più che dalla bellezza del luogo sono attratti dalla possibilità di campeggiare sulle costiere, svegliarsi guardando il mare, postare la foto su Facebook. Tutto bello se non fosse per l’alto rischio che i liquami finiscano in mare. Insomma, se il messaggio che fai passare è “Qui puoi fare di tutto” attrarrai chi è interessato a quello e conseguentemente terrai lontani gli altri. E sembra che l’Italia voglia attrarre questo certo tipo di turisti. Basta poco per migliorare le cose, rendendo più accogliente ogni Comune. L’Expo da solo non basta.