La Regione Calabria è un “poltronificio”. Parola della corte dei Conti di Catanzaro che, in sostanza, ha bocciato il bilancio 2014 di Palazzo Alemanni. Pur dichiarandolo “parificato”, i magistrati contabili sono stati durissimi con il bilancio regionale approvato lo scorso luglio e riferito al periodo in cui Palazzo Alemanni è stato guidato dall’ex governatore Giuseppe Scopelliti e, dopo le sue dimissioni, dal vicepresidente Antonella Stasi. Un bilancio con un buco non inferiore a 120 milioni di euro: 32 provenienti dai debiti fuori bilancio (che non sono stati conteggiati e privi di qualsiasi copertura finanziaria), gli altri 88 determinati dalla modifica della normativa sulle anticipazioni di liquidità in tema di spese sanitarie.

Impietoso il giudizio del presidente facente funzioni della sezione di Controllo Giuseppe Ginestra che scrive: “La Regione pare aver perso di vista il ruolo di ente più prossimo al territorio trasformandosi in un poltronificio, poco trasparente nel suo rendiconto che non è facilmente leggibile ed è simile ad una scatola cinese. Mancano, dunque, trasparenza, efficienza ed efficacia, che sono alla base del buon andamento di ogni ente pubblico. Ciò è dovuto al progressivo passaggio della Regione da ente di legiferazione, programmazione, coordinamento e vigilanza a soggetto amministrativo di carattere gestionale: prova ne è il deleterio fenomeno delle partecipazioni societarie dell’ente Regione”.

In sostanza, secondo la Corte dei Conti, in Calabria c’è “un risultato di amministrazione incapiente per un importo non inferiore a più di 120 milioni di euro. Emerge una assai scarsa capacità di dialogo tra l’ente Regione e la sezione della corte dei Conti che si è occupata di analizzare il bilancio”.

Il presidente Ginestra snocciola anche un po’ di numeri: la Regione “ha presentato al dicembre 2014 un avanzo di amministrazione pari a 2.500.083.859,74 euro, avanzo, però, del tutto fittizio. L’avanzo, infatti, non risulta capiente per coprire i vincoli che gravano sull’ente. Allo stato dell’analisi, difatti, si evidenzia un netto negativo, che possiamo tranquillamente chiamare buco di bilancio, pari a più di trentadue milioni di euro. Situazione peggiorata rispetto al 2013. Tutto questo poteva essere evitato con l’adozione di adeguati quanto dovuti correttivi durante l’esercizio finanziario, in modo da evitare che gli impegni di spesa superassero le risorse accertabili”.

Analizzando il bilancio della Regione Calabria, infatti, la sezione di Catanzaro della corte dei Conti non può non sottolineare “un evidente risultato negativo del saldo entrate-spese nell’esercizio 2014 che rispetto al 2013 in termini assoluti, presenta un peggioramento pari a più di quattro miliardi di euro”. In ogni settore ci sono problemi: dalla sanità al trasporto pubblico dove c’è un “debito complessivo pari a più di 375 milioni di euro”.

Per non parlare dei contenzioni dai quali “possono derivare effetti economici negativi tali da risultare una delle principali cause di squilibri strutturali dei bilanci degli Enti pubblici”. Solo nel 2014 sono stati “incardinati 7669 nuovi contenziosi”. Quanti siano complessivamente? la Regione “non ha cognizione del numero totale dei procedimenti giudiziali a suo carico”.

“Le amministrazioni pubbliche – replica il governatore Mario Oliverio – stanno vivendo un momento di crisi che non può non tradursi in una crisi fiscale. Mi preme sottolineare come la riforma del sistema contabile-finanziario, seppur corretta, produca evidenti effetti negativi sulle casse della Regione che, come è noto, ha subito la sospensione, per svariati motivi, dell’erogazione dei fondi comunitari. Superata tale criticità la Commissione europea ha finalmente autorizzato l’erogazione. La Giunta da me presieduta assicura la corte sul processo di efficientamento della Regione relativamente a tutte le materie sulle quali ancora non c’è chiarezza. Sempre in tema di spending review, cambieranno molte cose, alcune delle quali riguarderanno le società in house e le partecipate”.