cardinaleSe Papa Francesco ha mandato in pensione il guardaroba “da museo” usato da Benedetto XVI, il neo arcivescovo di Valencia rispolvera abiti e strascichi rinascimentali. Protagonista della vicenda è il cardinale Antonio Cañizares Llovera che, spedito da Bergoglio nella sua diocesi natale in Spagna, ha rispolverato il ferraiolo dei porporati, ovvero il mantello rosso lungo decine di metri. È nota da tempo la grande sintonia di Cañizares Llovera con gli ambienti tradizionalisti della Chiesa cattolica e anche con quelle frange che sono più in sintonia con i seguaci del vescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da san Giovanni Paolo II nel 1988 per aver ordinato illegittimamente 4 presuli.

 

Il cardinale di Valencia era stato chiamato da Ratzinger nel suo governo della Curia romana a guidare la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Ma con l’arrivo di Bergoglio, che ama paramenti semplicissimi ed economicissimi e indossa una semplice croce pettorale di metallo, il porporato è stato subito rispedito nella sua Spagna. Dopo la liberalizzazione della messa tridentina, ovvero della messa antica in latino, da parte di Benedetto XVI, Cañizares Llovera è stato uno dei cardinali più attivi nella celebrazione di questo rito a dir poco anacronistico. Ma non è stato il solo.

Anche il porporato statunitense Raymond Leo Burke, tra i maggiori contestatori di Bergoglio nelle sue aperture in favore dei divorziati risposati e dei gay, ama farsi vedere in giro con gli strascichi rossi indossati dal confratello spagnolo. Burke è stato allontanato da Francesco dal suo governo della Curia romana. Il Papa latinoamericano, infatti, lo ha sollevato dal prestigioso ruolo di prefetto del Supremo tribunale della Segnatura Apostolica, ovvero la Cassazione vaticana, e gli ha affidato l’incarico onorifico di patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Un segnale eloquente di Bergoglio che fin dall’inizio del suo pontificato ha auspicato “una Chiesa povera e per i poveri”. Una Chiesa che rifiuta la “mondanità” e l’ostentazione di abiti rinascimentali soprattutto davanti alla “cultura dello scarto” più volte denunciata dal Papa.