Quando guardo Renzi, è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di Berlusconi, un terzo del peggior Craxi e un terzo di Jerry Calà. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po’ di paura onestamente mi viene“. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, ospite di Otto e Mezzo (La7) assieme al deputato Pd Matteo Richetti e all’editorialista de La Repubblica, Tomaso Montanari. Il dibattito verte sull’ultima direzione Pd e sul bilancio del governo Renzi. “Ora il premier” – commenta Scanzi – “sta facendo grandi applausi a Tsipras, tanto più ora che Tsipras ricorda il visconte dimezzato di Calvino, ma almeno lui ha vinto due elezioni e un referendum. E non mi risulta che lo abbia fatto Renzi. Col suo intervento alla direzione Pd, ho avuto la netta sensazione di un personaggio ormai malato di ciò che lo stesso Varoufakis ha definito ‘bullismo insopportabile’. Trovo molto sgradevole che l’attuale premier reagisca in un certo modo contro chiunque osi criticarlo: non si può trattare il presidente del Senato come ha fatto lui. Questo atteggiamento è un mix sistematico di ignoranza e di arroganza“. La discussione si accende quando Richetti definisce “di sinistra” i provvedimenti del governo Renzi, dal Jobs Act alla Buona Scuola, e si affronta lo spinoso tema della riforma del Senato. Il confronto si sposta sul futuro del centrosinistra, sul quale la firma de Il Fatto quotidiano osserva: “Negli ultimi anni abbiamo avuto esempi di sinistra imbarazzante, come Rivoluzione Civile o la Lista Tsipras in Europa, ma questo non è sufficiente per evitare di provare a fondare una nuova sinistra. Non credo che ci sia la fila fuori per votare Civati o Fassina, ma il punto è capire a sinistra cosa è la politica”. “Renzi si è posto come obiettivo quello di governare l’Italia”, puntualizza Richetti. Ma Montanari, in collegamento, replica: “Non credo proprio, io vivo a Firenze ed è una città che lui non ha mai governato quando è stato Sindaco. E vedo ora gli stessi paradigmi. Renzi agisce molto di più sull’immaginario collettivo che non sulla realtà. A me ricorda molto Wanna Marchi, ovvero un continuo tentativo di vendere qualcosa che di fatto non c’è“. “Ma in quale stagione siamo arrivati così avanti sulla modifica della Costituzione?”, insorge il deputato dem. “Renzi veramente vuole trasformare il Senato in un dopolavoro per inquisiti e nominati coperti da immunità” – controbatte Scanzi – “Questa storia che Renzi fa delle cose, mi ricorda il film di Moretti “faccio cose, vedo gente”