Ne resterà uno solo. Sono nove i titoli iscritti alla corsa per la candidatura del rappresentante italiano all’Oscar 2016 per il migliore film in lingua non inglese. La designazione avverrà tra i film di nazionalità italiana la cui prima distribuzione in Italia sia avvenuta nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2014 ed il 30 settembre 2015. A contendersi la possibilità di concorrere per la cinquina finalista dell’Academy sono Il giovane favoloso di Mario Martone, Latin lover di Cristina Comencini, L’attesa di Piero Messina, Mia madre di Nanni Moretti, Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto, Non essere cattivo di Claudio Caligari, Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino, Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio e Vergine giurata di Laura Bispuri.

Ora la decisione è nelle mani della Commissione di Selezione che si pronuncerà il 28 settembre 2015. A comporla ci sono Nicola Borrelli, direttore generale Cinema del Ministero per i Beni e  le Attività Culturali, il compositore Nicola Piovani, il regista Daniele Luchetti, le produttrici Tilde Corsi e Olivia Musini, il distributore Andrea Occhipinti, i giornalisti Natalia Aspesi e Gianni Canova, e Stefano Rulli, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. La riunione per scegliere tra i nove candidati si terrà presso la sede dell’Anica, che agisce in rappresentanza dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences. L’annuncio delle nomination agli Oscar è previsto per il 14 gennaio 2016, mentre la cerimonia di consegna si svolgerà a Los Angeles domenica 28 febbraio 2016.

Dopo l’exploit di Paolo Sorrentino con La Grande Bellezza nel 2014, toccò a Paolo Virzì con Il Capitale umano tentare l’avvicinamento alla possibile cinquina dei film stranieri l’anno scorso. Virzì la spuntò tra Anime Nere di Munzi e Le meraviglie di Alice Rohrwacher, ma a gennaio 2015 i membri dell’Academy non inserirono il titolo italiano in cinquina preferendogli Ida di Paweł Pawlikowski – che poi vinse l’Oscar – il russo Leviathan di Andrej Petrovič Zvjagincev, l’estone Mandariinid di Zaza Urushadze, l’argentino Storie pazzesche di Damián Szifrón e Timbuktu di Abderrahmane Sissako.

Se, come suggeriva a FQMagazine Gabriele Salvatores, altro vincitore dell’Oscar come Miglior film straniero nel 1992 per Mediterraneo, “film come Il Postino, Nuovo Cinema Paradiso, o il mio Mediterraneo, raccontano l’Italia come se la immaginano negli Usa”, tra i nove candidati in lizza avrebbe senso mettere avanti un film comunque modesto come Latin Lover di Cristina Comencini, storia incentrata proprio su uno stereotipo da sciupafemmine, un grande attore del cinema italiano che ha avuto tante figlie quanti i generi affrontati in carriera o un film come L’attesa di Pietro Messina, un’altra cartolina del Sud Italia che molti critici durante il recente Festival di Venezia hanno sentenziato un po’ frettolosamente come una “sorrentinata”.

Anche Il Giovane favoloso, il film di Martone su Giacomo Leopardi, ha le carte in regola sia per la rappresentazione dell’ “italianità”, seppur ottocentesca, che possa colpire i membri dell’Academy, sia per il valore art house del film che ha pure incassato più di 6 milioni di euro, una cifra pazzesca per un film italiano d’essai. Oltre alla naivité dell’iscrizione dell’ultimo, postumo, film di Caligari, se la giocano anche il totem Mia Madre di Nanni Moretti e forse il film più brioso, vivo, brillante, sicuramente più vicino ad un buon dramma lui/lei americano come Nessuno si salva da solo con la coppia Scamarcio/Trinca e la regia del sempre ottimo Sergio Castellitto. E voi chi scegliereste tra i nove candidati a rappresentare l’Italia agli Oscar 2016? Provate a sostituirvi ai membri del comitato e votate il sondaggio: