I profughi non possono allenarsi sui campi di calcio del Comune di Mortara, città amministrata da un monocolore leghista. La società locale, che milita in Seconda categoria, ha annunciato oggi la revoca dell’accordo verbale che aveva preso nei giorni scorsi con la cooperativa Faber, che ospita 131 richiedenti asilo in quattro strutture lomelline, di cui due proprio a Mortara. Volevano far giocare una quarantina di ragazzi, tra i quali due libici che nel loro paese militavano tra i professionisti: “Poteva essere un’occasione di integrazione – ha spiegato il presidente della cooperativa, Fabio Garavaglia – ma anche la possibilità di scoprire qualche talento tra questi ragazzi”.

Hanno avuto il tempo di fare un solo allenamento, poi il Comune ha imposto alla società il dietrofront: se non fosse tornata sui suoi passi, avrebbe rischiato la revoca della convenzione per la gestione dei campi, per la quale percepisce un contributo dal Comune di 40 mila euro all’anno.  “Far giocare queste persone – dice il sindaco Marco Facchinotti – ci sembra uno sgarbo alle famiglie che portano i loro ragazzi a calcio. Noi non vogliamo che persone con uno status ibrido si allenino sui campi da calcio del Comune di Mortara”.

La decisione del primo cittadino leghista è diventata presto un caso politico, con tanto di interrogazione urgente al ministro degli Interni Alfano, a firma di un gruppo di deputati e senatori Pd: “Il ministro Alfano verifichi il comportamento del sindaco di Mortara, Marco Facchinotti, che ha costretto la locale squadra di calcio a revocare l’uso del campo d’allenamento ad una cooperativa di migranti. Oltre ad essere una scelta politica di chiaro stampo discriminatorio e razzista, i giovani calciatori sono stati definiti di ‘stato ibrido’, ci chiediamo su quali basi la Giunta abbia potuto assumere tale decisione, impedendo di fatto ai giovani di utilizzare la struttura sportiva? Si tratta di una iniziativa gravissima, profondamente ingiusta e diseducativa, che va censurata a tutti i livelli”.

Martedì, dopo aver appreso la notizia, il sindaco di Pavia Massimo Depaoli, alla guida di una giunta a maggioranza dem, ha commentato il fatto sulla sua pagina Facebook definendo “allucinante” la scelta dell’Amministrazione comunale mortarese. Ed è andato oltre contattando Nicola Bignotti, direttore generale del Pavia Calcio (LegaPro), trovando l’accordo per far disputare una partita amichevole tra la squadra allenata da mister Michele Marcolini e la formazione dei rifugiati, guidata da un tecnico delle giovanili del Mortara Calcio. La formazione dei profughi potrebbe essere accolta a Pavia già nei prossimi giorni per sostenere qualche seduta di allenamento.