Down in Italia, Georgia, Canada, Olanda e Grecia. E la lista potrebbe continuare. Skype da questa mattina non funziona e non permette chiamate audio o video. Poco dopo le 10,20 di lunedì mattina sono arrivate le prime segnalazioni con un picco di quasi duemila report su downdetector.com, sito che raccoglie le segnalazioni sui disservizi della rete. Anche servizioallerta.it, che raccoglie le segnalazioni italiane ha registrato oltre 800 report con i messaggi dei nostri connazionali sparsi per il mondo che evidenziano il crollo del servizio.

Il problema riguarda lo status degli utenti che non vengono segnalati online e quindi non possono accedere al servizio. La rotellina accanto alla foto dell’utente gira da ore senza che nessuno sia ancora riuscito a capirci qualcosa.

Su Twitter l’ultimo messaggio dello Skype support delle 11.30 e parla del problema relativo allo status della impossibilità di effettuare chiamate, mentre il blocco della messaggistica istantanea riguarderebbe un numero più limitato di utenti.

Immune dal blocco fino a qualche ora fa era la versione Web del servizio al momento però sovraccarica di utenti. Secondo alcuni utenti di Twitter, il servizio potrebbe essere crollato a causa di un aggiornamento. Per molti non è infatti casuale che il down sia arrivato il giorno dopo l’annuncio della disponibilità dell’update per assicurare la compatibilità del servizio Voip con Microsoft Edge, il nuovo browser di Redmond.

Si tratta però solo di voci visto che anche da Microsoft, proprietaria di Skype dal 2011 al prezzo di 8,5 miliardi di dollari, non sono arrivate conferme. L’ultimo grande blocco di Skpype risale al 2010 quando il down durò un’intera giornata. Allora la causa riguardava un errore della versione per Windows che aveva portato al blocco di circa un terzo dei nodi che permettono a Skype di funzionare.

Da allora tutto ha funzionato, fino a oggi, quando centinaia di milioni utenti sono nell’impossibilità di effettuare chiamate. E nessuno è in grado di indicare i tempi di ripristino. In caso di urgenza c’è sempre Google Hangout.