A presentare la nuova Opel Astra ai giornalisti del Salone di Francoforte è arrivato direttamente da Detroit l’amministratore delegato di General Motors Mary Barra, alla sua prima uscita pubblica al di fuori dagli Stati Uniti. “Vedremo più cambiamenti nell’industria dell’auto nei prossimi 5-10 anni di quanti ne siano avvenuti negli ultimi 50. La nuova Opel Astra con i suoi sistemi di sicurezza attiva è un importante passo in questa direzione”, ha detto sul palco prima di togliere il velo alla Astra Sports Tourer insieme al numero uno di Opel Karl-Thomas Neumann. Nel suo breve intervento, la Barra ha illustrato i piani per il marchio tedesco, l’unico di GM rimasto in Europa insieme a Cadillac: “Acceleriamo l’offensiva di modelli Opel/Vauxhall: dal 2016 al 2020, lanceremo 29 veicoli nuovi inclusa un’auto elettrica e una seconda ammiraglia al fianco della Insignia. Sarà una Suv completamente nuova prodotta a Rüsselsheim entro la fine del decennio, e darà al marchio un’ulteriore spinta tecnologica”.

L’obiettivo di tornare al profitto in Europa nel 2016 è confermato, nonostante la crisi russa dell’auto. Nel secondo trimestre, le perdite di GM in Europa si sono ridotte a 45 milioni di euro, contro i 305 milioni dello stesso periodo 2014. Mary Barra ha annunciato dal palco che la Opel punta a una quota di mercato dell’8% in Europa entro il 2020 (nel primo semestre 2015 era del 6,7%) e un ritorno sugli investimenti Ebit del 5%.  Il presidente GM Dan Ammann promette che il lancio dell’Opel Astra – a oggi 30.000 ordini in Europa – aiuterà le vendite: “Siamo sulla strada giusta, c’è un sacco di lavoro da fare ma ce la faremo”, ha dichiarato.

È fiducioso anche Neumann: “Questa Astra è la migliore Opel che abbiamo mai costruito”, ha detto durante la tavola rotonda con giornalisti provenienti da tutto il mondo. “È più piccola e leggera della precedente, consuma meno e strizza un occhio ai segmenti superiori con caratteristiche come i sedili ventilati e massaggianti, il parcheggio automatico, l’apertura del portellone a comando gestuale, l’hotspot mobile 4G e le luci a matrice di Led IntelliLux che permettono di guidare con gli abbaglianti accesi senza accecare nessuno. E soprattutto con la tecnologia OnStar, che toccando in tasto ti mette in contatto con un call center che risponde a ogni esigenza nella tua lingua”.

Prima di entrare in contatto con le caratteristiche tecniche di un’auto, però, i potenziali clienti devono trovarla esteticamente attraente. Per questo i designer Opel hanno cercato di trasmettere visivamente l’alleggerimento del modello, che grazie alla nuova piattaforma pesa da 180 a 200 kg in meno rispetto al modello precedente. “Volevamo fare capire attraverso il design il fatto che ora l’Astra è più atletica e agile: le abbiamo tolto la pancetta”, ha detto il responsabile del design esterno Uwe Müller a Ilfattoquotidiano.it, girando intorno all’auto e mostrando l’alternanza di forme morbide e line tese sulla fiancata. Il frontale invece è visivamente più largo grazie alle linee orizzontali che attraversano ininterrottamente gruppi ottici e mascherina. Ma il punto forte del modello, secondo Müller, è la spaziosità dell’abitacolo, in apparente contraddizione con la linea filante, un risultato ottenuto spostando più avanti il cruscotto grazie a un attento packaging di tutto quello che deve stare dentro al cofano motore.

La parte difficile del disegnare l’Astra? “Immaginare un modello che avesse carattere ma che piacesse a tutti: dobbiamo convincere i giovani, ma anche i meno giovani, i single, le coppie e le famiglie”. L’Astra, infatti, compete nel maggiore segmento europeo, il “C” quello delle compatte cui appartengono anche Volkswagen Golf, Ford Focus, Peugeot 308 e la nuova Renault Mégane, anch’essa al debutto a Francoforte. In Italia, l’Astra a cinque porte si butta nella mischia con un prezzo di partenza di 17.600 euro, sulla carta molto competitivo, ma bisogna attendere i listini completi per fare paragoni.