A Montenero di Bisaccia hanno fondato “Noi con Salvini”? Quando c’è un fenomeno di tendenza, ci sono poi personaggi in cerca di autore che si attaccano al carro. Una volta si andava appresso a Brigitte Bardot, ora fa tendenza Salvini”. E’ il commento ironico rilasciato dall’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ai microfoni di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus. L’ex magistrato si pronuncia anche sulla situazione problematica di Roma: “Al di là del risvolto penale, ritengo che sia assurdo che non sia stato sciolto il Comune di Roma. E’ un atto preventivo, che si fa a prescindere dall’esito finale giudiziario e che serve a salvaguardare oggettivamente un certo territorio da infiltrazioni criminali e mafiose”. E aggiunge: “Penso che sia una colpa politica e istituzionale il comportamento del prefetto Gabrielli. E la scelta di farlo da ‘badante’ a Roma è una presa in giro per i cittadini ed è offensiva per Marino. Ma soprattutto non è prevista. Il Consiglio comunale andava sciolto. Che poi Marino non c’entri niente, ci mancherebbe pure. Se un amministratore non è in grado di fornire un servizio, anche se è una brava persona, che ci fai? Ci sono tanti medici” – continua – “che sono delle bravissime persone, vanno a Messa tutte le domeniche, ma se non sanno usare il bisturi che ci fai? E’ meglio tornare alle votazioni”. E sottolinea: “Il problema di questo Paese è che il cittadino, quando vota, deve capire che non deve dipendere da nessuno, ma solo da se stesso. Ci lamentiamo della politica e poi caliamo le braghe alle urne: c’è sempre il voto pilotato, venduto, comprato, ricattato. Che è il male d’Italia”. Di Pietro poi parla della sua autocandidatura a sindaco di Milano, poi abortita: “Per amministrare una grande città non devi essere l’uomo solo al comando, ma devi squadre di persone competenti, capaci, in sinergia tra di loro. Io ho provato a candidarmi, ma tutti mi hanno detto ‘armiamoci e partite’. Il Pd ha subito detto: ‘Se si candida Di Pietro, non lo appoggiamo’. E che ti ho fatto? Casaleggio in una intervista al Fatto Quotidiano ha detto che non era previsto l’appoggio del M5S. E vabbe’, che ti ho fatto?”. Sull’endorsement di Beppe Grillo, invece, dichiara: “Sì, lo ha detto, ma tra il dire e il fare c’è in mezzo il mare. In realtà, bisogna capire che ogni cosa ha il suo tempo: quando si arriva a una certa età, bisogna passare la mano. Vedete Berlusconi: a quasi 80 anni pensa ancora a fare il candidato premier. Ma a quello tra poco c’è bisogno di mettere i pannolini”. L’ex parlamentare poi si sofferma sul M5S e sul suo leader: “Grillo ha fatto un servizio al Paese e ha tutta la mia stima per questo, gli va fatto un monumento: ha convogliato tutta la rabbia dei cittadini nelle urne e non per le strade. Il M5S ha all’interno tante belle realtà nuove, ma, come ha ammesso lo stesso Grillo, qualche parvenu è entrato nel movimento per farsi gli affari propri. Anche lui adesso ha finalmente capito, e l’ho capito anche io troppo tardi, che la selezione della classe dirigente non è semplice. Sotto questo aspetto, la vecchia Prima Repubblica era fatta di ladroni, ma anche di tanti personaggi che hanno scritto la storia d’Italia