L’IRCAM è uno degli istituti più prestigiosi al mondo nel suo campo. Paola Palumbo (Research & Creativity Interface / Events Coordinator – IRCAM – Centre Pompidou) lo racconta.

L’Ircam è stato fondato da Pierre Boulez nel 1977 per far coesistere la ricerca e la creazione musicale. Da circa quarant’anni compositori e ricercatori di tutto il mondo passano all’Ircam per periodi di ricerca e residenza. È da questa sinergia creativa e scientifica che sono stai concepiti software e applicazioni di trasformazione e creazione del suono. A volte sono i progetti artistici che spingono i ricercatori, a volte le possibilità tecnologiche che ispirano gli artisti. MAX è uno dei software concepiti all’Ircam che è ormai conosciuto mondialmente da tutti gli artisti che lavorano con l’elettronica . Attualmente è distribuito e sviluppato dalla società californiana Cycling 74. Tra i nostri software popolari c’è Audiosculpt, che permette di analizzare e manipolare i suoni (filtering, cross synthesis, dilatation, compression). Poi ci siamo specializzati negli ultimi anni sul trattamento della voce. A partire da una voce registrata (basta qualche minuto) si possono manipolare i fonemi e ricomporli come in un puzzle e far dire alla stessa persona un testo nuovo. Questa tecnica è stata usata per creazioni teatrali o installazioni come quella di Philippe Parreno su Marilyn Monroe (esposizione al Palais de Tokyo, fondazione Bayler, Biennale di Venezia), dove la voce di Marilyn è stata ricostruita per farle leggere un testo da lei scritto ma mai pronunciato. Alcune di queste applicazioni sul trattamento del suono sono state mostrate al Medimex 2014 da un ricercatore dell’équipe Analyse Synthèse.

Anche quest’anno, l’Ircam sarà presente al Medimex con un workshop dal titolo “Dispositivi interattivi in tempo reale e applicazione all’improvvisazione assistita”. Detta così sembra una cosa difficile. Vuole spiegare di cosa si tratta?
Quest’anno abbiamo deciso di chiedere a dei ricercatori di un’altra équipe, l’équipe ISMM (Interaction Sound Music Movement), che lavora sui sistemi interattivi, di partecipare e animare un workshop. Le ricerche vertono sulla interazione tra musica e suono e il movimento. Queste applicazioni non solo accompagnano varie discipline artistiche (danza, teatro e musica) ma sono anche trasferibili a varie applicazioni industriali come i videogiochi o in campo medico per costruire dispositivi per la riabilitazione di membri del corpo di cui si è perso l’uso. Alcune start-up sono state create da ex ricercatori passati da questo laboratorio. Queste start-up sono seguite dall’Ircam nel loro percorso. Si sta creando una sorta di incubatore di società. Durante il workshop al Medimex 2015 saranno presentate le principali applicazioni di interazione per poter arrivare ad una improvvisazione-performance collettiva grazie a controlli gestuali. Sarà un’esperienza interessante per nuovi percorsi creativi.

Quando ha cominciato a lavorare all’Ircam? La sua è una storia tipica da “cervello in fuga”?
Lavoro all’Ircam dal 1999. Forse la mia doppia cultura mi ha aiutato nella dimensione internazionale entro cui muovermi. Sono stata chiamata per sviluppare il Forum Ircam che raggruppa oltre 4000 membri nel mondo. Artisti, sviluppatori ingegneri del suono che usano, sviluppano e decidono di condividere nuove tecnologie per il suono. Al di là della comunità sul web, attualmente stiamo sviluppando anche dei Forum fuori le mura per fare incontrare fisicamente i membri del Forum e creare delle sinergie che possono aiutare la ricerca e la creazione artistica. L’anno scorso il primo Forum fuori le mura ha avuto luogo a Seoul all’Università di Hanyang, quest’anno siamo invitati ad ottobre a Buenos Aires e Sao Paulo. La collaborazione col Medimex fa parte dello sviluppo internazionale del Forum che sto portando avanti.

Scienza e musica, un rapporto da sempre molto studiato e affascinante. In Italia a che punto siamo nella ricerca in questo campo?

Molti ricercatori e molti compositori italiani sono all’Ircam o in residenza o in produzione. In Italia  molti conservatori sono membri del Forum , tra questi il Conservatorio di Milano, il Conservatorio di Torino, il Conservatorio di Cuneo e quello di Firenze. Collaboriamo per dei progetti europei con varie istituzioni come IUAV l’Università di Venezia per il progetto SKAT-VG ad esempio. Molti artisti rispondono ai nostri bandi di residenza pubblicati su ulysses.ircam.fr/web/home/. C’è molto interesse sulle questioni e delle start up che si stanno mettendo in moto.

Mi permetta una domanda personale: studiando così a fondo il rapporto tra produzione musicale e ricerca scientifica, non si rischia di perdere l’approccio emozionale e “sentimentale” alla musica?
Non penso che la tecnologia possa diminuire l’approccio “emozionale” della musica. Tra l’altro quando la tecnologia è ben usata e quando applicata ad hoc, scompare. E forse lì sta il vero senso e la sua utilità. All’Ircam c’è l’équipe PDS ( Perception e design sonore) che studia esattamente le questioni psicoacustiche nel campo della neuroscienza cognitiva. Un’applicazione delle ricerche dell’équipe è il design sonoro applicato alle automobili elettriche. Quest’ultime non essendo dotate di suono devono essere arricchite di suoni artificiali funzionali alfine di non essere invisibili e pericolose ad esempio. Quali tipi di suoi evocano determinate reazioni, queste ed altre questioni sono studiate in questo team.