Il Movimento 5 Stelle lancia l’allarme contro le norme sulle intercettazioni contenute nella riforma del processo penale già ribattezzata ‘legge bavaglio’. Un provvedimento che martedì torna all’esame della Camera per avere il via libera già entro questa settimana. “Siamo qui per lanciare un grido d’allarme – ha detto in conferenza stampa a Montecitorio il deputato M5S Vittorio Ferraresi – ma questa non è la denuncia dei 5 Stelle bensì di tutti i cittadini liberi perché arriva in aula una delle riforme più vergognose realizzate in questi due anni di legislatura. Nemmeno Silvio Berlusconi è arrivato a fare tanto perché erano riusciti a fermarlo”. Per Giulia Sarti rincara la dose: “Il rischio è che i cittadini non possano conoscere i rapporti che intercorrono tra politici e personaggi poco chiari. Prima della pausa estiva è stato disposto il contingentamento dei tempi e in Aula non avremo lo spazio per far capire la gravità di quello che sta succedendo”. Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino: “Con la delega sulle intercettazioni, il diritto dei cittadini ad essere informati rischia di essere veramente pregiudicato”. Il giornalista conclude citando un recenti caso di cronaca politico-giudiziaria: “È rilevante sapere che un Rolex ‘viaggia’ verso il figlio del ministro? Io penso di sì”. Per Marco Lillo del Fatto Quotidiano, anche lui intervenuto in conferenza stampa, “quello che non si vuol far pubblicare sono dati di rilevanza pubblica per il giornalista e per i lettori che non sono penalmente rilevanti per i magistrati” di Manolo Lanaro