Una vecchia regola dello showbiz vuole che gli artisti di grande successo, quelli che hanno un bacino di utenza trasversale, evitino il più possibile di dichiarare le proprie idee politiche. Poi, è storia, di artisti che sostengo questo o quel partito è pieno il mondo, ma il principio di fondo rimane: se si rimane di basso profilo difficilmente si perderanno fan. Si veda la recente storia di Gianni Morandi, che grazie al suo profilo Facebook ha sì conquistato nuovi seguaci, ma ha anche perso molti sostenitori, non in linea con il suo profilo decisamente antirazzista e votato all’accoglienza.

Traslando, tanto più in un paese calcistico come il nostro, buon senso vorrebbe che gli artisti non si schiarassero con questa o quella squadra, tanto per non scontentare nessuno. Succede invece spesso che cantanti più o meno noti non solo partecipino a programmi sportivi come Quelli che il calcio e simili, ma vadano dichiarando il proprio amore per determinati colori, finendo così per traghettare alcuni fan nelle curve della propria squadra del cuore. È quello che devono aver pensato i testoni che lavorano al marketing del Milan, squadra, non dimentichiamolo, tra le prime ad aver portato nel mondo del calcio una certa mentalità imprenditoriale extracalcistica. Perché a cantare il nuovo inno del Milan, scritto dallo storico bassista di Jovanotti, l’ascolano Saturnino, è stato chiamato l’idolo dei ragazzini, il poprapper Emis Killa. Il giovane vimercatese, affezionato ai colori rossoneri, non si è ovviamente tirato indietro. La canzone che ne è scaturita, dal titolo Rossoneri, è un brano epico in cui rappa frasi come “Si, 1899, è la data che tengo a memoria/ A.C. Milan uguale vittoria/ in Europa si è fatta la storia” o “Sono undici in campo e milioni là fuori/ rossoneri guerrieri”, con tamburi marziali che ricordano a tratti l’Ombelico del mondo e un rappato atto a esaltare il palmares rossonero, “tifo la squadra migliore del mondo/ e non la cambio nemmeno per sogno” recita il bridge, ripetuto più volte, è oggi disponibile (e diventerà la “sigla di testa” di tutte le partite casalinghe del Milan in campionato) per i fan dell’autore di Mercurio tanto quanto per i sostenitori di Balotelli.

Del resto, l’amicizia tra il rapper e il calciatore è storia già di qualche anno fa, celebrata anche in una canzone che porta per titolo proprio il nome del calciatore più discusso d’Italia. Emis Killa, d’altra parte, è da sempre legato al mondo del pallone. Da tempo ha messo in evedenza le sue capacità di conduttore alla guida di Goal Deejay, su Sky Sport 1 e il suo brano più noto, Maracanà, è stato il jingle degli ultimi mondiali di calcio, svoltisi in Brasile. Ecco, forse proprio il precedente di Maracanà non è stato preso in troppa considerazione né dai tipi del marketing, né dallo stesso Emis, se è vero come è vero che il suo cuore batte per i rossoneri. Ai mondiali 2014 l’Italia è uscita ignominiosamente al primo turno da Uruguay e Costa Rica e con Mario Balotelli innalzato al ruolo di sommo responsabile della debacle. Oggi Emis Killa canta l’inno del Milan e Balotelli è stato il colpaccio del calciomercato estivo. Il mondo del calcio è pieno di scaramantici, speriamo nessuno faccia due più due.