Tutte le grandi avventure dello sport azzurro passano per la Germania e spesso finiscono a incrociare la Francia. Sta avvenendo anche nell’Europeo di basket. La nazionale di Simone Pianigiani ha battuto i tedeschi nella cruciale partita del girone di ferro prendendosi il terzo posto. Ora è volata a Lille, dove si gioca la fase finale. L’Italia torna in campo domenica alle 18.30 negli ottavi contro Israele. Un’aria famigliare, quella francese, per la pallacanestro tricolore. I due successi continentali, datati 1983 e 1999, arrivarono a Nantes e Parigi. Sempre a distanza di sedici anni, gli stessi che sono passati dall’ultima volta. Prima però viene Israele. Squadra temibile ma non imbattibile, allenata da coach Erez Edelstein e guidata da Omri Casspi, ala forte dei Sacramento Kings che da ottobre sarà compagno di squadra di Marco Belinelli.

Tenuto a riposo nell’ultima partita contro la Serbia, l’uomo che ha demolito la Spagna a suon di triple, domenica, ci sarà. Uno spiraglio l’ha lasciato aperto anche il capitano Gigi Datome, fermato da uno stiramento: “Arrivati in Francia farò un nuovo esame per capire se posso essere utile, anche se solo per pochi minuti”, ha detto giovedì. Sarebbe un affare, forse essenziale visto che in questa seconda fase le gambe e la possibilità di allungare le rotazioni diventano un aspetto fondamentale. Soprattutto con un Belinelli non al meglio e con Gallinari che dopo il lungo infortunio non aveva mai giocato cinque partite in sei giorni. Anche perché l’Italia del girone, trasformatasi da brutto anatroccolo a (quasi) cigno, si svela in parte nei numeri: dei 434 punti segnati in 5 partite, 244 sono arrivati dalle mani del trio Nba. Il peso specifico di Bargnani-Belinelli-Gallinari è decisamente aumentato nelle due partite spartiacque, Spagna e Germania: 74 su 105 contro gli iberici, 59 su 89 davanti a Nowitzki. Non è una questione di dipendenza. Ma se Gallinari – secondo miglior marcatore con 21 punti di media, tirando con il 75% da 2, 38.5% da 3 e 90.9% ai liberi – e gli altri ‘americani’ girano, crescono anche gli altri.

I dati offensivi fanno dell’Italia il secondo miglior attacco delle 24 scese in campo tra Francia, Germania, Croazia e Lettonia. Gli azzurri hanno segnato 86.8 punti a partita e, pur difendendo forte in numerosi frangenti, ci sono 21 squadre che hanno subito meno degli 86.8 punti incassati (sì, gli stessi segnati) in 40 minuti. Detto in altri termini: solo due squadre hanno fatto peggio nel chiudere il proprio canestro, Turchia e Islanda. Si sapeva già dall’inizio che era uno degli aspetti più critici della nazionale, coperto da prestazioni offensive di livello quando la palla è diventata calda. Israele è squadra che corre, gioca semplice e non conosce ghirigori. Un bel banco di prova e un’occasione da sfruttare. Perché il terzo posto nel girone, alla fine, ha regalato una strada verso il 20 settembre meno tortuosa di una seconda piazza. In caso di passaggio del turno, infatti, l’Italia incrocerebbe la vincente di LituaniaGeorgia. Con ogni probabilità sarà la prima e i baltici non sono più i mostri sacri degli anni passati, pur potendo contare sul totem Jonas Valanciunas sotto i tabelloni. Mentre in un’eventuale semifinale l’avversaria più accreditata è la Serbia. Quella che ha dato una lezione agli azzurri ‘scarichi’ di testa e di muscoli dopo il double contro Spagna e Germania. “Mi piacerebbe incontrarli di nuovo”, ha detto Pianigiani. Se il desiderio del coach si dovesse realizzare, vorrebbe dire che l’Italia avrà la possibilità di giocarsi una medaglia con in tasca la certezza di un posto al pre-olimpico. Ovvero l’obiettivo reale di questa squadra. Tutto il resto è un bellissimo sogni da cullare dolcemente.